Federica uccisa da clandestino, a breve libero

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Non è solo l’Italia, è tutta l’Europa che è fuori di testa.

Per il brutale omicidio di Federica Squarise, uccisa in Spagna da un clandestino sudamericano, il suo assassino, “El Gordo”, ricevette una condanna di 17 anni e nove mesi.

Ma Victor Diaz Silva potrebbe tornare in libertà dopo soli 10 anni di carcere. Una decisione che ha gettato nello sconforto la famiglia della padovana uccisa, che che chiesto ai giudici spagnoli di non dargli permessi perché potrebbe cogliere l’ occasione per scappare dalla Spagna.

In base alle leggi spagnole, un detenuto può ricevere dei permessi premio dopo aver scontato almeno due terzi della pena. In Italia anche peggio.

Secondo quanto riporta il ‘Gazzettino Veneto’, i genitori della ragazza padovana pensano che Victor Diaz Silva potrebbe cogliere l’occasione per lasciare il Paese. Una preoccupazione, quella dei genitori di Federica, derivante dalla troppa flessibilità che la polizia spagnola dimostrò il 30 giugno 2008, quando definì la scomparsa della 23 enne come un “allontanamento volontario”, per poi trovare il suo corpo nudo una settimana dopo nascosto in un parco non distante dal centro della cittadina spagnola.

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“Confidiamo che la condizione di quel soggetto, che era e rimane clandestino, e nell’estate del 2008 si trovava a Lloret de Mar da soli quattro giorni, porti i giudici a pensare bene alle loro azioni. Che permessi premio gli vanno riconosciuti? Ha già avuto l’attenuante della collaborazione, in parte falsa dal momento che è stato arrestato mentre stava scappando: sì, messo alle strette ha parlato, ma se si trovasse di nuovo in libertà, non mi stupirei se come prima cosa gli venisse in mente di darsi di nuovo alla fuga”.

Il legale della famiglia padovana ha colto l’ occasione anche per ricordare che, il risarcimento che i giudici spagnoli avevano assegnato alla famiglia, 250mila euro, non sono mai stati elargiti. Questo perché, ‘El Gordo’ risulta nullatenente ed essendo arrivato da clandestino in Spagna, non venne nemmeno inserito nell’anagrafe tributaria. Quei soldi, la famiglia li avrebbe voluti utilizzare per mantenere in vita l’associazione intitolata alla figlia, Onlus per Federica, per aiutare le donne vittime di violenza. Ora però, tutto sembra esser svanito, e le possibilità che il killer di Federica riceva un “premio”, sarebbe l’ennesima beffa che la famiglia padovana riceve in tutta questa bruttissima e triste storia.




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