Cipro: prosegue blocco navale turco, silenzio del governo italiano



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Il blocco navale imposto dalla Turchia ai danni di una piattaforma petrolifera Eni, a sud-est della citta’ cipriota di Larnaca, prosegue.

Il presidente turco Erdogan ha rivolto un aggressivo avvertimento alla Repubblica di Cipro, ieri, ”invitando” il governo di Nicosia ”a non oltrepassare il confine”. La zona nord di Cipro è da decenni sotto occupazione turca, nessun Paese al mondo riconosce Cipro nord come entità separata.

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”In questo momento, le nostre navi da guerra, le forze aeree e le altre unita’ di sicurezza stanno osservando da vicino gli sviluppi nella zona, con l’autorizzazione a intraprendere qualsiasi tipo di intervento, se necessario”, ha detto Erdogan, ammonendo ”di non fare calcoli sbagliati”. La Marina turca ha effettuato ampie manovre a Sud di Cipro per una settimana, e dovrebbe portarle avanti sino al 22 febbraio.

Il tutto nel totale silenzio delle autorità italiane e l’inazione europea.

Ankara sostiene che la prospezione per il gas naturale sia stata effettuata senza il consenso dei turco-ciprioti. Che non hanno alcun diritto su quella zona.

STATO DI GUERRA: MARINA TURCA RESPINGE PIATTAFORMA ENI A CIPRO

Il presidente del Consiglio della Ue Donald Tusk lunedi’ ha invitato la Turchia ad abbandonare il blocco e rispettare la sovranita’ territoriale di Cipro, parole risultate inutili, perché non puoi minacciare se non fai seguire alle parole i fatti.

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