Pamela fatta a pezzi sul balcone di casa Oseghale

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Gli inquirenti ne sono ormai certi, Pamela non è morta di overdose: è stata uccisa, colpita a morte con due coltellate e un colpo in testa. Poi fatta a pezzi.

La conferma dell’omicido è arrivata ieri dopo l’esito dell’esame istologico.

La casa degli orrori africani – Ieri i carabinieri guidati da Michele Roberti insieme al Ris di Roma sono tornati nella casa dove la bestia nigeriana Oseghale si è riprodotto con una ***** locale per realizzare altri rilievi “non ripetibili”. Sebbene gli assassini abbiano ripulito tutto con la candeggina e, secondo quanto trapelato nelle prime ore, si siano dimostrati accurati nella loro opera, alcune tracce sarebbero rimaste. Non solo nella lavatrice, dove sono state trovate tracce ematiche (forse lasciate dai vestiti ripuliti), ma anche liquido seminale, sangue in sacchetti di plastica e impronte di mani e di piedi nudi. Come scrive la Stampa, gli indagati sono stati sottoposti ai controlli e agli esami di rito per capire se effettivamente sono le loro le tracce lasciate sulla scena del crimine.

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Brandelli di pelle di Pamela sono stati trovati anche in terrazza. Un luogo chiuso, dotato di fogna e al riparo da occhi indiscreti. Lì, probabilmente, l’hanno smembrata come un capretto, in quello che ormai è evidente essere un rito tribale nigeriano. Lì, l’avrebbero rinchiusa in due valige, abbandonate poi dalla bestia nigeriana lungo la strada.

Evidenti lesioni sono state riscontrate all’altezza del collo, dove manca la pelle: un tentativo, ipotizzano gli inquirenti, di coprire i segni dello strangolamento. Mani esperte. Mani di assassini.




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