Profugo terrorizza ospedale per un’ora, 8 agenti per bloccarlo



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Per oltre un’ora ha seminato il panico in pronto soccorso. Fermato solo da otto tra carabinieri, agenti di polizia e guardie giurate.

Il reparto si è di fatto bloccato fino a quando non è scattato il trattamento sanitario obbligatorio: dopo due ore.

Il demente è l’ennesimo profugo nigeriano di 31 anni, ospite del Centro Alce Nero di via Volta. Tutto accade sabato notte, quando l’uomo decide di lasciare il Centro e si mette a girovagare a piedi scalzi per la città. Poco prima delle tre lo intercetta una Volante della questura che si ferma per identificarlo. Ha i documenti ma le sue condizioni fisiche e psichiche mettono in allarme gli agenti. Continua infatti a dire (parla solo in inglese) di essere fuggito dal Centro perché qualcuno voleva avvelenarlo.

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Al pronto soccorso sembra tranquillizzarsi. Illusione. Poco dopo le otto comincia a camminare senza sosta su e giù. Gli inviti a calmarsi da parte del personale sanitario sono inutili. Intervengono le guardie giurate interne ma A.A. è sempre più agitato. Da qui la richiesta di intervento a polizia e carabinieri che arrivano sul posto insieme alla Locale di Mantova. Il profugo è robusto e ci vogliono otto persone per immobilizzarlo e sedarlo. Per tutto il tempo il pronto soccorso, per precauzione, è rimasto off limits.

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