NAVI TURCHE CIRCONDANO PIATTAFORMA ITALIANA, GOVERNO PD RITIRA NAVE MILITARE

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Resta in ostaggio la piattaforma italiana dell’ENI che venerdì 9 febbraio, al largo di Cipro, la Marina Militare turca ha accerchiato e bloccato.

La piattaforma, su licenza di Nicosia, si stava dirigendo verso l’area di trivellazione nel Mediterraneo orientale. Che la Turchia, da quando occupa la zone nord di Cipro illegalmente, rivendica.

STATO DI GUERRA: MARINA TURCA RESPINGE PIATTAFORMA ENI A CIPRO

Durante il suo viaggio a Roma della settimana scorsa, il Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva espresso la propria contrarietà alle attività di estrazione dell’ENI nel Mediterraneo orientale. Nonostante l’area di trivellazione si trovi in acque territoriali cipriote, Ankara ha ordinato alle sue navi si bloccare la piattaforma. Tanto per capirci: la nave militare italiana EURO, che era in zona, è stata ‘casualmente’ immediatamente deviata verso la Spagna, tanto per non rischiare ‘contatti’.

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Una prova di forza che è una dichiarazione di guerra. Solo un governo debole come il nostro poteva tollerarlo. E pensare che la Turchia fa anche, incredibilmente, parte della Nato. Retaggio di un mondo bipolare che non esiste più: oggi il nemico è l’Islam, non l’Unione Sovietica.

Domani è previsto l’arrivo di inviati dell’ENI a Cipro.




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