Ridotto così da marocchino perché difende donna: «Tutti guardavano senza aiutarci»



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Seduto su una seggiola di un corridoio ospedaliero, ripensa a quello che è successo poche ore prima e spera di svegliarsi da un brutto sogno. Accanto a lui, la moglie non lo lascia solo un momento: ha assistito all’intera scena, ha chiamato il 113 per chiedere aiuto e ora parla con le infermiere per capire quanto a lungo suo marito dovrà tenere quei fastidiosi i punti. G.F., padovano doc («e tengo a precisarlo») chiede di non essere reso riconoscibile. «Perché chi mi ha aggredito sarà presto fuori – sottolinea con tono decisamente amaro -. E se viene a cercarmi, come potrei difendermi? Meglio non avere più niente a che fare».

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«Oltre il danno la beffa perché naturalmente saremo noi a pagarci queste cure mediche.Non so quanto ci costeranno, ma che colpa ne abbiamo noi? A questo punto la prossima volta conviene starsene in disparte, anziché tentare di prendere le difese di una signora».  C’è poi un altro aspetto che manda in bestia la donna: «Molte persone hanno assistito alla scena, ma erano ferme. Come se fossero davanti ad uno spettacolo. Nessuno ha pensato di tirar fuori il telefono e chiamare le forze dell’ordine. Ho dovuto farlo io, che ero già abbastanza presa dal soccorrere mio marito».

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