Terranova, il paese che ha cacciato i finti profughi: ora vigila perché non tornino

Condividi!

Una chiesa, un bar, un ufficio postale: novecentouno abitanti, zero finti profughi. Nella bassa lodigiana il comune di Terranova dei Passerini da più di un anno è ‘profughi free’.

Salvatore Paravati dietro al bancone del bar Alex macina pensieri cupi: «Per me tornano. Non che diano fastidio, ma vederli ciondolare in giro per il paese non è bello. Qui è tranquillo. In tredici anni che ci abito non è mai successo niente». È bastato che un paio di muratori lavorassero attorno alla palazzina giallina e diroccata dove a maggio 2016 vennero spiaggiati una trentina di nigeriani, senegalesi, maliani e guineani, per riaccendere le discussioni tra allevatori e mungitori.

Il timore è che si ripeta la storia di due anni fa. Quando senza che nessuno ne sapesse nulla, trovato un accordo tra la Prefettura di Lodi invitata dal governo a piazzare migranti dovunque si potesse e una onlus di fuori che avrebbe incassato 35 euro al giorno per ogni richiedente asilo, un giorno spuntarono trenta profughi.

Allora il sindaco leghista Roberto Depoli prima fece le ordinanze in cui si vietava ai concittadini di fornire cibo e soldi ai migranti, poi si inventò l’assegno alle mamme purché lodigiane. Poi trovò l’idea giusta: l’area dove sorgeva la palazzina era a vocazione produttiva e non abitativa. Ordinanza di sgombero subito eseguita sotto Natale 2016 con gran sollievo di tutti. Mai abbassare la guardia giura ora il sindaco Roberto Depoli: «Non so se tornano ma noi vigiliamo e presidiamo il territorio. Qui da noi non c’è lavoro per noi figuriamoci per loro».

VERIFICA LA NOTIZIA

Come conferma dal cancello presidiato da due cani l’abitante della cascina dietro alla palazzina gialla in ristrutturazione: «I neri erano qui soli e abbandonati. Appena potevano andavano a piedi a Codogno perchè c’è più vita. Poi chissà come si sono procurati delle biciclette. Qui non ci volevano stare. E noi non li volevamo. Li hanno messi qui solo perchè c’è il business sui migranti. La onlus incassava mille euro al giorno e ai neri gli dava da mangiare da schifo e sessanta euro in contanti. Ma che ci fai con due euro al giorno? Qui non c’è più lavoro. A produrre latte ci smeni dal poco che pagano. Il contadino qui dietro che ha tremila pertiche di campi se le lavora da sola. Quando gli serve, prende un paio di persone per pochissimi giorni per arare e seminare».

A uno che voleva ospitare i migranti per 35 euro al giorno gli hanno smontato porte e finestre per farlo desistere. Il consigliere di Forza Italia Angelo Bertolotti che sta all’opposizione non è d’accordo con la Lega: «Le migrazioni non si possono fermare ma il fenomeno deve essere gestito. Non si possono buttare i migranti dove capita».




Lascia un commento