Disoccupato tenta suicido, invece di un lavoro lo ricoverano in psichiatria

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Minacciava di suicidarsi tentando di buttarsi dal balcone di casa, ma è stato salvato in tempo dai carabinieri. Nel pomeriggio di martedì 6 febbraio, sul numero di emergenza “112”, è giunta una richiesta di intervento da parte di una donna di Covo che in maniera concitata segnalava alla Centrale Operativa dei Carabinieri che il marito si voleva suicidare.

Giunta immediatamente sul posto una pattuglia della Stazione CC di Romano di Lombardia, in quel momento in servizio di pattugliamento sul territorio, veniva accertato che un cittadino indiano 47enne, in passato già segnalato per episodi simili, stava minacciando di buttarsi dal terzo piano di casa, sporgendosi dal balcone della sua abitazione.

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I militari dell’Arma, sono dunque saliti in casa cercando di far desistere l’uomo. Il 47enne, però, in evidente stato di alterazione psico-fisica, probabilmente derivante anche dall’assunzione di alcol, non ha collaborato con i Carabinieri, che sono quindi intervenuti immobilizzandolo e scongiurando il tragico gesto.

Fatto intervenire il personale sanitario del “118”, l’indiano è stato accompagnato in ospedale a Treviglio e ricoverato al Reparto di Psichiatria, dove si trova tuttora in osservazione.

La crisi depressiva dell’uomo, derivante dichiaratamente dalle relative precarie condizioni economiche e dal fatto di essere disoccupato, è stata verosimilmente la causa scatenante del gesto.

Che bello Stato. Invece di darti un lavoro, che invece trova ai ‘profughi’, ti ricovera in psichiatria.

I lavoratori italiani sono stritolati da due movimenti convergenti: Immigrazione e Globalizzazione. Che sono legate. L’apertura delle frontiere al movimento degli uomini e delle merci ha causato la contemporanea delocalizzazione delle imprese (del lavoro) e l’importazione di lavoratori a basso costo che riducono le possibilità e le qualità del lavoro anche in settori che non possono essere delocalizzati. In questo modo gli autoctoni rimangono disoccupati o, quelli che lavorano, lo fanno nel precariato. Questo è criminale. Ed avviene con la complicità dei fottuti sindacati. Ormai moloch burocratici autoreferenziali in cerca di ascari.




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