Candidato CasaPound ha un’idea per il Lazio: “Regione a immigrati Zero”

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“Una regione a immigrati zero – spiega Antonini, candidato governatore per il Lazio di CasaPound – diremo ai sindaci di uscire dagli Sprar, dai cas, diremo di non tollerare campi rom nei propri comuni. Farlo è possibile, con l’aiuto del gruppo di Casapound Italia”. Applauso.

La sala è piena, molti stanno in piedi. Qualcuno addirittura fuori, ma tutti molto attenti.

Accanto al candidato presidente c’è Claudio Taglia. Il chirurgo, vecchia conoscenza della politica viterbese, è la sorpresa di Casapound, candidato in regione e al senato. Torna dopo un periodo d’assenza. Parla di ciò che conosce meglio. La sanità. “Sulla salute – osserva Taglia – le scelte dovrebbero essere fatte con estrema attenzione.

Solo per l’influenza, il pronto soccorso di Belcolle è andato al collasso. Non si risolvono i problemi chiudendo gli ospedali periferici e aprendo le case della salute, che non funzionano”. Ai suoi nuovi compagni di viaggio manda a dire: “Mi complimento con Casapound, io posso metterci la faccia e l’esperienza. Le energie le dovete trovare voi”.

Mauro Antonini per arrivare a Viterbo ha scelto il treno. La linea più disastrata, la Roma Nord. “Ma sono sceso a Civita Castellana – precisa Antonini – ci ho messo un’ora e 40, se avessi proseguito fino a Viterbo avrei fatto notte”. Il candidato ha raccolto la sfida lanciata dai pendolari. Il giro completo, un’altra volta.

In regione, dei cinquanta nuovi consiglieri, è certo che al suo partito ne andranno diversi. “Quattro o cinque di noi sederanno su quei banchi a fare un’opposizione dura”. Una novità. Non dichiarano vinciamo. Ma vinceremo. “La prossima volta arriveremo al governo”. Magari per proporre la loro ricetta sul problema dei problemi. I rifiuti.

“L’indifferenziato – ricorda Antonini – o si sotterra o si brucia. Se li portiamo in Emilia Romagna o in Germania, i costi di trasporto li paghiamo. Dobbiamo pensare ai termovalizzatori. Certo, non li dobbiamo mettere nel centro di Viterbo, ma in luoghi lontani. La tecnologia oggi è tale per cui inquinano meno”.

Poi, passa in rassegna i suoi avversari alla presidenza della regione. Roberta Lombardi: “Non sappiamo chi ci sia dietro ai 5 stelle e in 5 anni non hanno portato cambiamenti”. Nicola Zingaretti: “Il fratello del commissario, che adotta la tattica dello struzzo”. Stefano Parisi: “Leggenda vuole che sia nato a Roma, dove arriva in auto blu, la stessa con cui ripartirà, dopo avere fatto perdere alla meglio il centrodestra”. Sergio Pirozzi: “Una allenatore senza squadra. Aveva deciso da molto tempo di candidarsi e non finire il mandato da sindaco ad Amatrice. Me lo ha confidato personalmente”.

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Noelle Boi, candidata in regione, punta sulla proposta di legge per il reddito nazionale di natalità. Cinquecento euro al mese fino al sedicesimo anno d’età del figlio. Server per: “Accrescere il tasso demografico degli italiani”. Di conseguenza: “È riferito – osserva Boi – solo a bambini italiani o con un genitore italiano. Gli immigranti non hanno bisogno d’aiuto, il loro tasso demografico è già abbastanza alto, mentre noi siamo ai minimi storici”. C’è pure la copertura finanziaria. “Dalle spese per l’immigrazione, prendendoli da quelli per i centri d’accoglienza”.

Da Lavinia Nepa, in corsa anche lei per la regione, il no allo ius soli. “Perché siamo noi ad avere ereditato la nostra nazione. Essere nati qui non è questione di fortuna, come dice Emma Bonino, è sangue. Non accettiamo chi ci viene a imporre a le sue usanze”.

In Italia, tuttavia, si dice che qualche migrante ci sia. La soluzione è facile facile: “Casapound dice riportiamoli tutti a casa – osserva Boi – è possibile con uno stato sovrano, vanno rimpatriati e aiutati a casa loro. Andando nei loro paesi e garantire loro condizioni di vita dignitose”.

Gabriele Caropreso rilancia il mutuo sociale, per consentire alle giovani coppie d’avere un tetto sicuro. Altro impegno di Casapound, battersi per uscire dall’euro, mentre Umberto Ciucciarelli attacca Giorgia Meloni, definisce scandalosa la coalizione di centrodestra e vuole riaprire la banca d’Italia. Tornare a battere moneta.

Parisi è invotabile. E’ il fratello insulso di Zingaretti. Il classico candidato a perdere. Prima l’hanno piazzato a Milano, dove è riuscito nell’impresa di far vincere il suo gemello Sala, ora nel Lazio. Demenziale.




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