Tracollo in borsa, verso una seconda Crisi Globale

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Sulle piazze finanziarie globali sono stati bruciati 4.000 miliardi di dollari negli ultimi otto giorni. E il calo continua con le borse asiatiche che hanno chiuso in forte ribasso, e l’Europa che procede negativa in attesa dell’apertura di Wall Street. L’andamento dei futures sugli indici Usa segnala un nuovo calo per i listini.

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Il tentativo di risalita delle principali borse europee è scivolato sugli indici Markit che misurano la fiducia dei manager del commercio al dettaglio, scesi in gennaio in Italia, Francia, Germania e, complessivamente nell’Ue. Un dato che annulla l’effetto positivo sugli indici europei della ripresa degli ordini di fabbrica di dicembre in Germania. A pesare anche l’inversione di rotta dei futures Usa, tornati in calo dopo il rialzo della prima parte della mattinata in vista della bilancia commerciale e dei posti vacanti americani. Giù Milano e Francoforte (-2%), insieme a Parigi (-2,11%), Londra (-2,12%) e Madrid (-2,31%).

Ormai da diversi anni è in atto l’ennesima bolla causata dal pompaggio di denaro facile nel sistema finanziario per mascherare il problemi strutturali dell’economia globale. Questo era evidente sia per l’insostenibile boom in borsa che per la bolla dei Bitcoin, trasformati dall’eccesso di liquidità da criptovaluta utile per transazioni in mera speculazione finanziaria.

Ora che la banca centrale americana dovrà mettere un freno all’eccesso di liquidità, ecco che i danni strutturali dell’economia tornano alla luce. E portano con loro una forte correzione che potrebbe anche causare ulteriori danni economici.

La Globalizzazione è strutturalmente insostenibile. Puoi pompare aria – denaro – per sostenerla, ma la mongolfiera è bucata, prima o poi cade giù.

Sintomo del brusco risveglio della spaculazione, è l’inarrestabile crollo del Bitcoin sui mercati delle criptovalute. La principale moneta digitale scende anche sotto la soglia dei 6.000 dollari a 5.920 dollari sulla piattaforma lussemburghese Bitstamp, segnando una perdita del 13% ed aggiornando i minimi da novembre. Giù anche le altre valute digitali Ripple, Ether e Litecoin che lasciano sul terreno almeno l’11%.

A dare un ulteriore colpo alle criptovalute anchele indiscrezioni di stampa secondo cui i vertici della Sec, l’organo di vigilanza delle Borsa Usa, e della Commodity Futures Trading Commission chiederanno al Congresso americano di prendere in considerazione l’ipotesi di un controllo a livello federale delle piattaforme per gli scambi di criptovalute. Oggi, i presidenti della Sec e della Commodity Futures Trading Commission saranno in audizione alla Commissione banche del Senato Usa per discutere di criptovalute.

Gli Stati non sopportano di non potere tassare le transazioni.




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