Pamela: secondo arresto per ragazza fatta a pezzi da profugo

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C’è un nuovo indagato per la morte di Pamela Mastropietro, le sue iniziali sono L.D. e per ora è accusato solo di concorso in spaccio di droga.

Il nuovo indagato è un amico di Innocent Oseghale, un altro pusher nigeriano come lui. Perché Macerata – e l’Italia – è piena di spacciatori africani sbarcati come profughi, gli stessi presi di mira da Luca Traini, che non ha retto più alla totale complicità dello Stato con la criminalità africana.

La mattina del 30 gennaio, tre ore prima di morire, la ragazzina romana fu accompagnata proprio da Oseghale, che aveva solo hashish da vendere, allo Stadio dei Pini di Macerata, per comprare da quest’altro spacciatore la dose di eroina che cercava. Pagò 30 euro, grazie ai soldi ricevuti da Francesco Mercuri, l’uomo di Mogliano che le aveva dato un passaggio in macchina il giorno prima, quando lei era appena fuggita dalla comunità «Pars» di Corridonia. Quindi, con la dose in tasca, Pamela entrò nella farmacia di via Spalato, acquistò la siringa e salì in casa di Oseghale, andando incontro al suo destino atroce.

Ma sia chiaro: nelle braccia di quel destino, nei due trolley, a pezzi, ce l’hanno mandata tutti quelli che hanno permesso l’invasione. Parliamo di Boldrini, Renzi e compagnia. Tutta gente che ora si scaglia contro Luca Traini. Ma se lui ha sparato, in un accesso incontrollabile di rabbia contro ‘estranei’, i buonistini, con le loro politiche, hanno ‘ucciso’ quella che poteva essere loro figlia.

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