Non si ferma rivolta anti-profughi: cittadini incendiano centro accoglienza

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Villa di Briano, Caserta. Non si ferma la rivolta anti-immigrati. Nella notte i cittadini hanno dato alle fiamme il centro di accoglienza di via Kruscev a Villa di Briano, nel casertano.

L’edificio avrebbe dovuto ospitare a partire dai prossimi giorni decine di immigrati gestiti da un cooperativa, ma questo arrivo era stato oggetto di grandi polemiche e la popolazione locale aveva manifestato la sua contrarietà. Inutilmente.

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Il candidato al parlamento di FdI, che aveva guidato le proteste, Cangiano, ha commentato così l’episodio: “Incendiato stabile a Villa di Briano che avrebbe dovuto ospitare decine di immigrati. Se doloso condanniamo senza se e senza ma atto vandalico.”

Infatti, si deve procedere con le raccolte firme, un metodo migliore del bruciare gli stabili, per impedire l’arrivo dei cosiddetti profughi.

Secondo fonti locali, la palazzina ora non potrà più ospitare i migranti.

«È uno stato di assedio, la gente è stanca, ma nessuno ha il coraggio di dirlo. Forse è l’esasperazione la chiave di lettura dell’incendio del centro che doveva ospitare 100 migranti provenienti dal nord Africa a Villa di Briano, anche se non conosco bene i fatti». Lo dice senza peli sulla lingua Modestino Parente, leader di Forza Nuova di Prata Sannita, organizzazione con sede a un passo dal centro di accoglienza per migranti a Prata «solo per logiche di risparmio», precisa.

L’imprenditore, titolare di un’agenzia di assicurazioni, aveva affittato i locali a una cooperativa di Napoli per ricavarne un Centro di accoglienza straordinaria. La palazzina, per una paradossale coincidenza, si trova nella via intitolata a Nikita Kruscev. E lì stavano per traslocare i migranti da Salerno. Negli uffici del Comune di Villa di Briano era stata protocollata una comunicazione di accoglienza da parte della cooperativa napoletana. Il sindaco aveva letto e riletto il documento, non trovandoci nulla di buono per il paese di 7mila anime con un dissesto finanziario di 15 milioni. Ieri, la scoperta del raid.

«L’incendio è di origine dolosa», spiega ora il primo cittadino di Villa di Briano, Luigi Della Corte, eletto in una lista civica di centro destra, molto vicino a Fratelli d’Italia. Proprio lui, una settimana fa, aveva protestato con un video diffuso sul web davanti alla palazzina per evitare il «trasloco» dei 100 ospiti.




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