In Libia ci sono 750 mila clandestini pronti a partire

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In Libia ci sono ”25 campi” per clandestini controllati dal governo di Tripoli ”con 25.000-27.000 persone”: insieme alle organizzazioni Onu ”siamo riusciti a rimandare indietro nei loro Paesi di origine forse la metà di questi, o forse anche di più”. E’ quanto ha detto oggi il ministro degli Esteri libico Mohamed Taher Hammuda Siala, a margine della Conferenza ministeriale dei Paesi confinanti alla Libia e di transito, in corso alla Farnesina.

”A questi si aggiungono tra i 700.000 e i 750.000 fuori dai campi governativi”, ha aggiunto il ministro. Quest’ultimi vengono spesso venduti dai trafficanti di esseri umani. ”Dicono che sia schiavitù ma non lo è”, ha commentato Siala.

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”Alcuni trafficanti li vendono tra di loro. Quando arrivano nel Paese, provenienti dal confine meridionale lungo più di mille chilometri, li vendono l’un l’altro. Quindi non è vera schiavitù. Noi stiamo combattendo questo fenomeno e stiamo facendo delle indagini”, ha aggiunto. Quanto al lavoro delle organizzazioni internazionali, Siala ha confermato che ”stanno visitando i campi” governativi.

”Se alcuni paesi europei sono nella posizione di accogliere i migranti per asilo o per offrire loro un lavoro, possono prenderli”, ha provocato Siala. Parallelamente, ha concluso, Tripoli sta procedendo ai rimpatrio ”verso quei paesi che hanno acconsentito di riammettere i loro cittadini. E’ il caso di Nigeria, Niger, Ciad e di altri Paesi dell’Africa occidentale”.

Domanda: se la Libia può rimandare indietro questi clandestini, perché noi non possiamo farlo? E poi: se possono tornare tranquillamente a casa, cade la bufala, come del resto sapevamo, dei “migranti in fuga dalla persecuzione”.




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