Traini ha preso di mira spacciatori: “Rovinarono vita a mie ex fidanzate, giusto farli fuori”

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Luca Traini aveva un’altra vendetta, personale, come movente anti neri: “Tutti i neri sono spacciatori. Ne avevo già picchiati altri due in passato, avevano rovinato la vita delle ragazze di cui ero innamorato”.

“Mi sono innamorato di due ragazze che avevano problemi di tossicodipendenza, ho cercato di salvarle ma loro si sono allontanate da me, colpa degli spacciatori», e ne fa nome e cognome. «I pusher sono la rovina e sono sempre dei neri, due volte gli ho alzato le mani addosso e lo hanno fatto anche i miei amici». Parla, si accalora, si toglie il giubbotto.

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Luca Traini, dopo aver sparato 30 colpi di pistola contro quelli che lui riteneva spacciatori di Macerata per vendicare Pamela Mastropietro, è andato nel luogo del ritrovamento dei resti della diciottenne: “Quando era tutto finito e avevo vuotato ormai i caricatori, sono andato a Pollenza. Mi sono fermato con l’auto proprio nel luogo dove avevano ritrovato le valigie con i poveri resti di Pamela e là sono rimasto, per qualche minuto, in raccoglimento. L’avevo appena vendicata, sparando trenta colpi. E ci tenevo a dirglielo…”.

“E’ lucido e determinato – dicono gli investigatori – non ha fatto passi indietro, non ha cambiato versione, non si è pentito neanche per un istante”.

“Ero in auto, stavo andando in palestra. Ho acceso la radio e ho sentito per l’ennesima volta la storia di Pamela. Ho sentito come un impulso irrefrenabile e ho deciso di agire: sono tornato indietro a casa, ho aperto la cassaforte e ho preso la pistola. Poi sono uscito per ucciderli tutti”. Ha anche annunciato i suoi propositi al bar dove si è fermato a prendere il caffè, come fosse un sabato qualunque. “Ora vado a fare una strage”.

Per il suo legale, Giancarlo Giulianelli: “Il gesto si pone al di là di qualsiasi logica: la morte di pamela ha creato un blackout totale nella sua mente. Un blackout che potrebbe configurare l’incapacità di intendere e di volere al momento del gesto”, dice il legale annunciando che chiederà una perizia psichiatrica.

Mettendo in evidenza la fine della storia con una ragazza che, secondo quanto ha raccontato lo stesso Traini, aveva problemi con la tossicodipendenza. Lui avrebbe provato in tutti i modi ad aiutarla a venirne fuori, ma lei non lo avrebbe permesso e lo avrebbe lasciato. Troppa droga facile in giro. Troppi neri a spacciarla. Così il PD ha rovinato Pamela e Traini.




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