Salah a Bruxelles per processo: “Musulmani maltrattati, non vi temo e mi fido di Allah”

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L’unico terrorista islamico sopravvissuto alla strage di Parigi, Salah Abdeslam, ha fatto la sua comparsa, stamattina, al tribunale di Bruxelles per la prima udienza del processo relativo alla sparatoria avvenuta alla rue du Dries una settimana prima della fine della sua latitanza, finita a Molenbeek, enclave islamica della capitale belga, pochi giorni prima degli attentati di Bruxelles del 22 marzo 2016.

“Quello che constato – ha detto rifiutandosi di rispondere ai giudici – è che i musulmani sono trattati nel peggiore dei modi, non c’è presunzione d’innocenza”, ma “non ho paura di voi né dei vostri alleati, ho fiducia in Allah”. “Il mio silenzio non fa di me né un criminale né un colpevole, vorrei che ci si basasse su prove scientifiche, non fare dell’ostentazione come i media”.

L’uomo, da mesi detenuto in Francia in condizioni di massima sicurezza, è stato trasferito in segreto nella notte dal carcere di Fleury- Mérogis, alle porte di Parigi.

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Sotto un imponente dispositivo di sicurezza con elicotteri che sorvegliano, Abdeslam, 28 anni, è arrivato nella sala del processo insieme a Soufien Ayari, il ‘terzo uomo’ in fuga dal covo di Forest il 15 marzo 2016, dove durante una perquisizione legata agli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 ebbe luogo una sparatoria con la polizia dove restò ucciso il ‘secondo uomo’ del gruppo che si nascondeva, Mohamed Belkaid.

Abdeslam fu poi catturato dalla polizia il venerdì 18 marzo 2016. Il 22 furono condotti gli attacchi terroristici a Bruxelles. Dentro la sala dell’udienza è vietato filmare e scattare foto, su richiesta dei due accusati. In discussione ci sono le pene massime a cui potranno essere sottoposti i due, da 20 a 40 anni di detenzione a seconda di quale legge verrà applicata dato che nel frattempo è stata modificata. Inoltre deve essere valutata la costituzione di parte civile dell’associazione delle vittime del 22 marzo degli attentati di Bruxelles.




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