Traini: come l’immigrazione ha trasformato un ragazzo in ‘assassino’

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Ve lo ricordate Gianluca Casseri? Un uomo normale trasformato in “assassino” dal degrado della società multietnica.

Era il 2011. Un caso simile, troppo simile, a quello di Macerata. Allora il fattore scatenante fu il degrado africano importato in una città come Firenze, la cui bellezza, lui, vedeva sfiorire giorno per giorno, preda di spacciatori e venditori abusivi. Ieri, invece, lo smembramento di una ragazzina.

Ma in comune, questi tragici eventi hanno una cosa: la società multietnica che spinge uomini normali a gesti disperati.

Perché da allora non è cambiato nulla. Anzi, tutto è peggiorato. Il degrado è aumentato. L’assedio si fa più pressante. Ogni giorno, un governo non eletto inonda le nostre coste di clandestini. Dal 2011 ne hanno scaricati circa 1 milione. Sono ovunque: nella migliore delle ipotesi spacciano, nella peggiore fanno a pezzi donne e bambini.

Gli Italiani sono ormai assediati nelle loro case da una presenza sempre più ingombrante, e sempre più irrispettosa, di comunità fameliche e non integrabili. Sempre che l’integrazione sia qualcosa di auspicabile, e non lo è.

Traini è un assassino. Ma Traini è prima di tutto una vittima della società multietnica imposta da politici folli ad una popolazione contraria: è un terrificante esperimento in vivo.

Chiamatela l’infelicità dell’immigrazione. Diversi studi hanno messo in evidenza che un aumento della “diversità etnica” rende i residenti di una zona più infelici e più socialmente isolati, quindi più violenti. Mentre quelli che si trasferiscono in zone più omogenee popolate dal proprio gruppo etnico sono più felici. E in pace.

E non tutti possono reagire con calma – sempre che sia un pregio – alla morte della propria civiltà. Quando togli ad un uomo i cardini dell’esistenza, non aspettarti una reazione “normale”, quando dici ad un uomo che quella che potrebbe essere sua sorella o sua figlia è stata uccisa e fatta a pezzi, poi dissanguata e messa in due trolley, non aspettarti una reazione ‘normale’.

Traini è la punta dell’iceberg. Un folle? Probabilmente. Ma un folle che dietro di sé ha milioni di italiani ormai esausti dell’immigrazione. Lo dicono tutti i sondaggi.

La società multietnica ha in sé il germe della violenza, perché ha in sé il germe della confusione. L’uomo senza punti di riferimento ha due strade: la violenza verso gli “altri”, e la violenza verso se stesso. Casseri, nelle sua disperazione, percorse entrambe le strade. Tragicamente. Traini no.

I responsabili morali delle loro azioni sono gli architetti dell’immigrazione. Furono, allora, i Riccardi e i Fini, i Napolitano e i Bersani. Sono stati oggi i Renzi e i Boldrini, i Mattarella e i Gentiloni. Perché detto semplicemente: il luogo naturale dei nigeriani è la Nigeria. Non le nostre strade. Dove ormai la mafia nigeriana impazza tra riti voodoo, spaccio e assassini.

Ora gli xenofili hanno due strade possibili: la prima, quella che amano, dice “più immigrazione”, e nella loro follia useranno questa tragedia umana proprio in quella direzione, e li porterà alla violenza. La seconda, quella che noi amiamo, dice “stop immigrazione”, ed eviterà mille Traini di domani. Uomini normali trasformati in assassini dalla disperazione.

Fate la vostra scelta.




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