Macerata, Innocent Oseghale: il profugo sbarcato in Sicilia e mai espulso nonostante spacciasse ai minori

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L’assassino di Pamela, Innocent Oseghale, è arrivato in Sicilia il 26 agosto 2014 con un gommone. In Nigeria era un decoratore edile e nell’aprile 2015 era entrato nel progetto Sprar, il famigerato progetto di colonizzazione SPRAR.

A Macerata è stato gestito dagli affaristi di MACERATACCOGLIE (traditori per business), e ha partecipato a due corsi di formazione per pizzaiolo e saldatore. Si stava integrando. Come l’altro suo collega profugo, il congolese che a Rimini ha brutalizzato la povera turista polacca.

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Sorpreso a spacciare ai minori, il 6 febbraio 2017 viene allontanato dal progetto, bocciata la sua domanda di asilo (niente galera). Ma lui, nonostante il permesso di soggiorno scaduto da un anno, a Macerata mette radici: a Natale è nata sua figlia avuta da una ***** con cittadinanza italiana. Intanto pende un ricorso sul diniego della richiesta di rifugiato. Ma lui non viene espulso. Può spacciare e riprodursi in attesa del ricorso.

Poi vi meravigliate del perché, ieri, un ragazzo italiano ha sparato all’impazzata contro gli africani – probabilmente spacciatori – nella stessa zona dove spacciava Innocent. E’ andato fuori di testa, perché lo Stato è dalla parte dei criminali di importazione. Li esalta.

Non c’è nemmeno da meravigliarsi se qualcuno diffonde fotomontaggi di cattivo gusto su chi protegge l’orda nera: uno dei vostri profughi ha fatto a pezzi una ragazzina. La rabbia popolare è incontrollabile. Se fossimo nel 1789 le vostre teste rotolerebbero. Ma siamo ‘civili’, ormai, così rotolano solo su facebook.

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