Israele dà il via ad espulsione di 35 mila ‘profughi’ africani

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Il governo israeliano tira dritto ed è pronto ad espellere entro fine di marzo circa 35.000 eritrei e sudanesi richiedenti asilo, clandestini.

Almeno 70 ispettori speciali dell’immigrazione saranno incaricati di individuare a Tel Aviv e in altre città gli stranieri clandestini e anche chi li aiuta o offre loro un lavoro.

A chi fa un bizzarro parallelo con l’olocausto: “Mio padre era un sopravvissuto dell’olocausto. Vedete il numero sul suo braccio? Nessuno di loro è un rifugiato. Sono tutti infiltrati e sono qui per rimanere. Come? Hanno molti bambini, ogni donna tra i 6 e i 60 anni è incinta”, risponde una donna di Tel Aviv.

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Gli stranieri hanno la possibilità entro marzo di tornare volontariamente nel loro Paese d’origine, per evitare l’arresto e il carcere.

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