Dossier svela complotto, così FBI e Obama hanno intercettato Trump

Condividi!

Il caso ‘Russiagate’ finalmente viene svelato per quello che è: un complotto per impedire l’elezione di Donald Trump. Questo grazie alla diffusione del famoso ‘memo’ diffuso oggi dal Congresso americano.

Il dossier Nunes, della Commissione Intelligence della Camera denuncia gli abusi dell’Fbi e dei vertici della Giustizia nell’intercettazione di un ex consigliere del team del Presidente, Carter Page, in base ad un falso dossier prodotto da elementi vicini alla campagna democratica.

Il ‘dossier Nunes’ della Commissione Intelligence della Camera , infatti, evidenzia che il mandato per spiare Carter Page, l’ex consigliere della campagna elettorale di Donald Trump, sarebbe stato ottenuto dall’Fbi e successivamente rinnovato in base soprattutto alle accuse contenute nel dossier stilato da Christopher Steele, un’ex spia britannica, pagato dai democratici. Pertanto l’Fbi abusò dei suoi poteri in quanto avrebbe usato come ‘parte essenziale’ delle sue richieste per intercettare la campagna di Trump il dossier redatto dall’ex spia britannia Steele.

Questa è l’accusa principale contenuta nel memo Nunes, un rapporto segreto stilato dal presidente della Commissione Intelligence della Camera.

Il dossier di fatto dimostra che l’Fbi e il dipartimento di Giustizia abusarono della loro autorità nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte interferenze russe nelle ultime elezioni e sulle possibili collusioni tra il Cremlino e lo staff di Trump.

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha subito reagito sferrandoo una nuova offensiva contro l’Fbi e i vertici del Dipartimento della Giustizia, accusati di avere ‘politicizzato le indagini a favore dei democratici e contro i repubblicani’. Trump ha mosso l’attacco con un post su twitter nel quale definisce la situazione ‘impensabile solo poco tempo fa’.

Lascia un commento