‘Prima gli italiani’, le ricette dei partiti alla destra della Lega

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Dalla “presenza militare” in Libia al “sostegno all’identità e all’orgoglio nazionale italiano“; dalla revoca della cittadinanza al figlio che l’ha acquisita se il padre immigrato si è macchiato di un “reato gravissimo” all’avvio “in modo celere e ordinato” di “un umano rimpatrio” di tutte le “masse” di “extracomunitari“.

Mettendo insieme le proposte di partiti come CasaPound, Forza Nuova, Destre Unite, viene fuori un programma anti-invasione nel quale dovrebbe pescare a piene mani la Lega. Se non vuole perdere voti ‘a destra’.


CASAPOUND
– Al grido di “prima gli italiani” CasaPound propone il “blocco dell’immigrazione clandestina e l’intervento di pacificazione e stabilizzazione in Libia per creare le condizioni necessarie al ritorno sulle coste africane di tutti gli stranieri senza documenti regolari e di tutti quelli che non hanno mezzi di sostentamento autonomi, casa o lavoro”.

CasaPound chiede anche di “scongiurare lo ius soli e revocare la cittadinanza a chi commette reati gravissimi come terrorismo, omicidio e stupro a lui e ai suoi discendenti fino alla seconda generazione”. Per evitare il rischio banlieu.

CasaPound, poi, cita il “modello australiano” per regolamentare l’ingresso in Italia: permesso “temporaneo solo a chi può garantirsi un sostentamento, la casa, e solo a fronte di un contratto di lavoro regolare sul modello australiano”.

LE DESTRE UNITE E LA TUTELA DELLA CULTURA MILLENARIA
– Le Destre Unite parlano di “salvaguardia e tutela della nostra millenaria cultura nazionale“, chiedono “un forte impegno diplomatico, una reale azione politica e imprenditoriale o, laddove necessario, la promozione di una presenza militare internazionale” sulle coste del Nord Africa. L’obiettivo? “Disattivare consistentemente i flussi dei profughi e le emergenze umanitarie nell’area mediterranea”.

LA ‘RESISTENZA NAZIONALE’ DI FORZA NUOVA
– Forza Nuova si presenta con Fiamma Tricolore, con ‘Italia agli italiani’ nel simbolo, dedica il primo punto del programma alla “resistenza nazionale“. Nero su bianco definisce “urgentissimo impedire anche la più remota ipotesi di ius soli, impedire la costruzione di nuove moschee, rifiutare ogni influenza giuridico culturale derivante dalla sharia, bloccare ogni tipo di invasione e avviare in modo celere e ordinato un umano rimpatrio delle masse extracomunitarie e islamiche verso i paesi d’origine”. Ordinato e celere, ma “umano”.

RIVEDERE PERMESSI CONCESSI DAL 1996 IN POI
Per il partito di Roberto Fiore “ogni influenza culturale incompatibile con la tradizione europea, che è greco-romana e cristiana, va rifiutata. I flussi migratori non vanno semplicemente gestiti, vanno bloccati e invertiti”. Bloccare, però, non basta. Rivedere e revisionare, anche. “Le concessioni della cittadinanza e i ricongiungimenti familiari dal 1996 in poi– si legge nel programma depositato al Viminale- vanno revocati e il matrimonio con un italiano cessa di dare diritto alla cittadinanza. La residenza non può essere concessa se non dopo 20 anni di versamenti pensionistici senza interruzione”.




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