Islamici marciano su Roma: assalto bengalese alla Capitale

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Roma, capitale dell’Islam. La corsa verso l’islamizzazione di Roma è partita all’inizio degli anni ’90: dal 1994 al 2013, infatti, sono sorte 28 moschee e la Capitale ha il primato come città a maggiore insediamento di immigrati con oltre 364mila presenza, di cui circa il 20% (71mila) sono residenti musulmani.

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Il dato è contenuto nel Rapporto Italia, presentato dall’Eurispes. Secondo la “scheda” realizzata dall’Istututo di Studi Economici, Politici e Sociali presieduto da Gian Maria Fara, gli islamici provengono da 42 nazioni diverse: il più popoloso è il gruppo che viene dal Bangladesh (il 37%), seguito dall’Egitto (15%) e dal Marocco (7%).

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Un esercito invasore che aumenta ogni anno di circa 8mila unità e che, dice Eurispes, è destinato a raddoppiare nel giro di 10 anni.

Questo lo dicono loro. Nulla è destinato a raddoppiare, dipende da quello che decidiamo di fare. Nel giro di dieci anni potrebbero anche dimezzarsi. Ma siamo in grado di prendere decisioni di questo tipo?

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Il dato dei residenti e dei soggiornanti, regolari e irregolari, musulmani è stimato intorno a 100 mila unità: il 26% è dedito all’esercizio del culto nella sfera pubblica e privata, il 16% sono gli osservanti abituali, il 10% sono fedeli che praticano la fede in spazi privati. La muslim map romana, inoltre, identifica l’asse Prenestino-Casilino come il territorio che registra il maggior concentramento di moschee.




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