Assunti 30 migranti al museo: “Discriminati gli italiani”

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“In questi giorni – denuncia il Responsabile regionale alla Sanità Forza Italia, Severo Martini – ho letto diverse polemiche riguardo la scelta da parte della ‘nostra’ Regione di assumere trenta migranti e rifugiati residenti tra Lecce e Brindisi ed impegnarli nella progettazione di nuovi percorsi di visita. Ho letto di tutto, compreso che chi è contro questo progetto, sarebbe stato tacciato di essere razzista, insomma i carnefici sarebbero quelli che sono rimasti fuori dal progetto, cioè i cittadini.

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“Premetto che il mio intervento – prosegue – non è contro gli immigrati, ma in difesa dei cittadini residenti che, dopo anni di studi e sacrifici per conseguire la laurea in Conservazione di Beni Culturali, pagando le tasse in Italia, si ritrovano fuori dal progetto addirittura perché NON STRANIERI. A me sembra a dir poco assurdo. Siamo davvero allo sbando e questo grazie alle scelte politiche di Emiliano e della sua assessora Loredana Capone che, piuttosto che tutelare i pugliesi, li tratta come cittadini di serie B.

“Il progetto, al quale la Provincia presta solo l’immobile non potendosi esimere, è un progetto interculturale, ben venga l’intercultura in un paese in cui però la disoccupazione è una grande piaga sociale, mi sembra che però questo tipo di scelte siano quanto meno discutibili, considerato che non fanno che alimentare lo sdegno e quindi la rabbia nei residenti, che si ritrovano addirittura escludendoli da progetti che di culturale, scusate, hanno oggi solo la cultura dell’esclusione e, colpo di scena, questa volta degli stessi cittadini.

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“La Regione – conclude Martini – dovrebbe smetterla di fare scelte scellerate sulle spalle dei pugliesi e prendere definitivamente atto della disfatta politica, economica e sociale delle sue azioni di governo che hanno portato solo disagi e povertà, soprattutto nel Salento”.

Fanculo l’intercultura.




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