Diciannove monaci uccisi da islamici in Algeria, Martiri

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Bergogli è stato alla fine costretto ad autorizzare la pubblicazione del decreto che riconosce il martirio del Vescovo di Orano, Pierre Claverie, e di 18 compagni, sacerdoti e religiosi massacrati dagli islamici del FIS negli anni 1994-96 in Algeria. Nella Chiesa che santifica chiunque, loro hanno atteso anche troppo.

Oltre al Vescovo Claverie sono: Fra Henri Vergès, Sr. Paul-Hélène Saint-Raymond, Sr. Esther Paniagua Alonso, Sr. Caridad Alvarez Martin, P. Jean Chevillard, P. Jean Dieulangard, P. Charles Deckers, P. Christian Chessel, Jeanne Littlejohn Sr. Angèle-Marie, Denise Leclercq Sr. Bibiane, Sr. Odette Prévost, P. Christian de Chergé, P. Luc Dochier, P. Christophe Lebreton, P. Michel Fleury, P. Bruno Lemarchand, P. Paul Favre-Miville e P.Célestin Ringeard.

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Mons. Claverie era un “pied noir” – come vengono chiamati i francesi d’Algeria – della quarta generazione, nato ad Algeri, nel quartiere popolare di Bab el-Oued, l’8 maggio 1938, ritornava da una cerimonia in ricordo dei sette monaci trappisti di Nostra Signora dell’Atlante, prima rapiti e poi barbaramente uccisi e con lui e altri undici beatificati, quando venne barbaramente ucciso dai terroristi islamici.

“La nostra Chiesa è nella gioia!” scrivono Mons. Paul Desfarges, Arcivescovo di Algeri, Mons. Jean-Paul Vesco, Vescovo di Oran, Mons. John MacWilliam, Vescovo di Laghouat e Mons. Jean-Marie Jehl, Amministratore di Constantine, riuniti nella CERNA (Conferenza Episcopale Regionale del Nord Africa) nel messaggio pervenuto all’Agenzia Fides che annuncia la beatificazione. “Ci viene data la grazia di poter ricordare i nostri diciannove fratelli e sorelle come martiri, cioè, secondo il significato della parola stessa, testimoni del più grande amore, quello di dare la propria vita per quelli che si amano. Dinanzi al pericolo di una morte che era onnipresente nel paese, hanno fatto la scelta, a rischio della loro vita”.

A differenza di quanto era accaduto per i monaci trappisti, il cui rapimento portava la firma del GIA (il Gruppo armato islamico, braccio armato del FIS), questo attentato non è stato rivendicato. La matrice appare comunque chiara: un gesto contro il riavvicinamento tra Algeria e Francia, che la visita ufficiale del Ministro degli esteri francese Hervé de Charette veniva a riconfermare proprio in quel giorno. Ed è insieme a lui che mons. Claverie era andato a rendere omaggio alle tombe dei monaci uccisi.




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