Anpi paragona ebrei deportati con profughi invasori: “Centri di accoglienza come i lager”

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Gli ebrei deportati paragonati ai fancazzisti africani in fuga dalla guerra in Libia e i centri di accoglienza ai campi di concentramento. Chi veniva portato via da casa a chi esige di occupare la nostra.

E’ l’ultima follia dell’Anpi nella ‘persona’ di Amelia Narciso, presidente (temporaneamente autosospesa per motivi elettorali) dell’Anpi di Sanremo, che nella Giornata della Memoria non esita ad utilizzare gli ebrei come merce elettorale. Perché questo sono per loro: un mezzo. Cadaveri sui quali mettersi in piedi per alzare il proprio basso profilo.

“Quello che stiamo vivendo oggi con i profughi – afferma senza vergogna – è un parallelo di quanto avvenuto ottant’anni fa con gli ebrei. In un periodo in cui la gente sta male, vive male, per colpa della precarietà del lavoro e della crisi economica, qual è il responsabile che i governi attuali ci portano a scegliere e sul quale riversare le colpe? Chi è arrivato a rubarci ciò che già non abbiamo come, la casa e il lavoro. Così come nazismo e fascismo hanno fatto leva su questo presupposti, successivamente alla prima guerra mondiale; oggi, la colpa viene riversata sui più poveri ovvero quei profughi che vivono sotto i ponti, che chiedono l’elemosina e danno fastidio”. Ma non è tutto. “È una situazione in cui a livello umano non si riesce a fare distinzioni – aggiunge Narciso -. Sono, infatti, tutti: brutti, cattivi e pericolosi. Questa è una vergogna dell’Europa, che si atteggia a essere culla dell’umanità e dell’umanesimo”.

Ci vuole stomaco a paragonare chi veniva strappato alle proprie case con chi viene a rubarci le nostre. I ‘profughi’ attuali non sono gli ebrei della seconda guerra mondiale, sono i Barbari delle invasioni.

“I nostri centri di accoglienza migranti, sono i campi di concentramento del duemila. Io non sono credente, ma quando sento parlare di fratelli è loro, i migranti, che vedo come tali”.

Forse non li vede solo come ‘fratelli’. Ma questo è un altro discorso.




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