Altro che matematica, a scuola si insegna l’immigrazione

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Non solo gite:

Governo firma intesa: “Studenti visiteranno i centri di accoglienza profughi”

E nemmeno solo ‘alternanza scuola lavoro’ al servizietto dei profughi:

Alternanza scuola lavoro: studentesse al servizio dei profughi

Ennesimo spottone pro immigrati da parte del governo italiano. Stavolta ancora più grave perché riguarda la scuola. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha lanciato il progetto “L’Europa inizia a Lampedusa”, promosso con il Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (Fami) gestito dal Ministero dell’Interno. E il ministro Fedeli non poteva certo mancare alla presentazione “Grazie al progetto, le nostre giovani e i nostri giovani hanno avuto modo di entrare in contatto con le storie di donne e uomini arrivati nel nostro Paese scappando da situazioni di guerra o di miseria, hanno potuto approfondire le tematiche dell`immigrazione e dell’accoglienza”.

“Hanno costruito un solido bagaglio di sapere che li rende oggi ambasciatori di civiltà – proseguito Fedeli – in grado di abbattere barriere e costruire ponti, forti della convinzione che siamo tutte persone con uguali diritti e che la diversità è solo fonte di arricchimento. Sono stata estremamente felice di ospitare qui al Miur, dopo l`incontro del 3 ottobre scorso a Lampedusa, le tante studentesse e i tanti studenti italiani ed europei che in questi mesi hanno deciso di prendere parte a un percorso di conoscenza attraverso il quale superare paure e diffidenze rispetto al fenomeno migratorio”

In realtà la ‘diversità’, come è facile intuire, è solo fonte di conflitto. Se ‘diversifichi’ una società, questa diviene più conflittuale. E triste. Lo spiega bene lo studio che spesso citiamo di Putnam, uno che, a differenza di Fedeli, ha più delle elementari:

Il mito (distopico) della società multietnica


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