La Ue prepara l’invasione: si inventa i profughi climatici

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E’ sempre più evidente che l’obiettivo è favorire, con ogni mezzo, la sostituzione etnica. E tutte le iniziative portano verso questo obiettivo di medio e lungo termine. Anche la fake news del cambiamento climatico, che non c’è, ma che viene anche questo utile per favorire l’invasione.

E allora ecco una nuova specie di animale mitologico: il profugo climatico.

Del resto cominciava ad essere imbarazzante dare asilo agli africani perché c’era la guerra in Siria. Urgeva la creazione di una nuova figura da tutelare e accogliere, e cosa c’è di meglio, allora, di chi fugge da non si sa cosa, perché in questa categoria possano entrare tutti?

Vedrete che, dopo i ‘profughi gay’ in fuga dalle persecuzioni anche se non si sa se sono gay, avremo africani che chiederanno asilo perché in Africa fa caldo. E i magistrati rossi faranno a gara a dare permessi umanitari a questi ‘profughi climatici’.

Tracce del disegno si trovano nelle pieghe dei documenti, fra una risoluzione e l’altra. L’ultima è stata approvata il 16 gennaio, dedicata a «donne, pari opportunità e giustizia climatica». Le 12 pagine, dopo le canoniche premesse, partono dalla parità di genere per arrivano al dunque: si invita la Commissione e gli Stati europei a «contribuire al Patto globale per la migrazione sicura, ordinata e regolare», nella prospettiva di «salvaguardare la giustizia climatica riconoscendo il cambiamento climatico come motore della migrazione».

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Unendo i burocratici trattini che vengono disseminati nelle carte europee, si potrebbe arrivare a codificare il diritto umano di migrare a causa del clima, con il corrispondente dovere di accogliere le «persone sfollate a causa dei cambiamenti climatici» (sempre il punto 20 della risoluzione). Questo, almeno, è il timore di chi ha votato contro, come il deputato europeo Stefano Maullu, che parla di un «tentativo piuttosto maldestro di introdurre lo status di rifugiato climatico, con conseguenze oggi nemmeno immaginabili». Le prospettive di mosse simili, il deputato milanese di Forza Italia le immagina eccome: «Il provvedimento – prevede – getta le basi per un’ulteriore ed enorme nuova apertura delle frontiere europee già in grave difficoltà». Inutile dire che secondo questa analisi, il peso destinato a gravare sulla «frontiera» meridionale dell’Europa, quella mediterranea, sarebbe enorme. «Chiunque provenga da territori colpiti anche solo da siccità o desertificazione avrebbe diritto allo status di rifugiato» avverte Maullu, e l’Italia «sarebbe ovviamente il Paese più investito dal problema».

Opposto il punto di vista della Lega, che ha votato contro, e del suo segretario Matteo Salvini, che da deputato europeo ieri ha parlato della risoluzione ad Agorà, addebitando a una deputata svedese della sinistra («col voto del Pd e dei 5 Stelle») la paternità di questa iniziativa che apre le porte agli eco-rifugiati. E non è andato troppo per il sottile Salvini: «Cos’è il migrante climatico? Dove va? Se uno in inverno ha freddo e in estate ha caldo migra? Siamo seri. Ne abbiamo già tanti. Il migrante climatico è anche uno di Milano a cui non piace la nebbia?».

E’ evidente che la creazione della figura mitologica del profugo climatico è propedeutica all’ingresso dei clandestini. Lo capirebbe e lo capisce anche Boldrini.




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