Kyenge contro Salvini: “Fosse per me escluderei Lega da elezioni”

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Kyenge, europarlamentare del PD, torna ad attaccare la Lega e il suo leader in una intervenuta ai microfoni di Radio Cusano Campus. Qui ha puntato il dito contro Salvini.

“Il tema del razzismo e della rievocazione delle leggi razziali – che nessuno ha rievocato – deve essere affrontato da tutti i candidati. Tutti devono dichiarare che questo tema deve uscire fuori dalla campagna elettorale. I vescovi hanno giustamente chiesto uno stop a questo clima da leggi razziali. Qui parliamo del rispetto della dignità della persona”, l’ossessione della piddina congolese.

“Se oggi cominciamo a lavorare su una cultura della paura, vuol dire che stiamo andando verso una deriva. Da lì il passo è veramente breve ad arrivare ad un conflitto tra le persone sul territorio. Io propongo di far firmare un patto a tutti i candidati alle elezioni per lasciare fuori temi che toccano la dignità delle persone, come quello del razzismo. Un patto per la non violenza. Un patto dove si esclude chiunque parla di razza bianca. Fosse per me chiunque fa queste affermazioni dovrebbe essere escluso dalla campagna elettorale. Oggi abbiamo bisogno di una politica conciliante”.

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“Salvini può benissimo dire che gli italiani non sono razzisti -ha detto l’europarlamentare- ma il punto è: la Lega è un partito razzista oppure no? Altro che antidoto al razzismo, la Lega è razzista. Salvini mi ha già denunciato su questo punto, ma lo ribadisco. Mi ha già denunciato 3 volte, ma se vuole può rifarlo. Le parole di Fontana istigano all’odio razziale. Quando si difendono le persone che sposano un’ideologia che dovrebbe essere cancellata dal nostro Paese, vuol dire che il partito è d’accordo con quelle posizioni e dunque è razzista”. Poi il consiglio a Forza Italia: “Dovrebbe prendere posizione su questo, dato che sono in coalizione -ha chiuso Kyenge-. Tutti gli alleati della Lega devono prendere le distanze”.

In Congo decide uno i temi della campagna elettorale, in democrazia decidono gli elettori. Ma non è colpa sua, è la sua natura. Le mancano le basi per comprendere la democrazia. La colpa è nostra che l’abbiamo fatta entrare e l’abbiamo anche fatta ministro. Roba che macchierà per sempre la Repubblica.




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