Israele, deputati arabi contestano Pence alla Knesset (a proposito di ius soli) – VIDEO

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Detto, fatto. Avevano promesso di boicottare il discorso del vice presidente Usa Mike Pence, dal podio del Parlamento israeliano, e così è stato. Agli attimi di tensione in Aula, durante i quali sono volati spintoni e qualche schiaffo, sono seguiti gli allontanamenti dalla Knesset dei deputati arabo-israeliani che si erano alzati e avevano gridato in segno di protesta contro la decisione del 6 dicembre del presidente Usa Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele.

Per un attimo stacchiamoci dalla questione in sé, e pensiamo cosa le scene alla Knesset significano per chi millanta di società multietnica. Abbiamo dei deputati israeliani che protestano contro il riconoscimento della capitale di Israele da parte di un governo straniero. Ora, se avessero ragione i cultori dello ius soli, questo non dovrebbe accadere, perché gli arabi con cittadinanza israeliana dovrebbero sentirsi israeliani come gli ebrei.

Ovviamente, noi sappiamo che non è così, e che l’identità etnica viene prima di quella posticcia data da un pezzo di carta.

Questo pone dei problemi a Israele su cosa fare con la minoranza arabo islamica che vive nei confini dello Stato e ha cittadinanza israeliana – ma loro, a differenza nostra, sanno come comportarsi – e pone a noi gli stessi problemi. E’ evidente che la democrazia non regge la sfida multietnica: basti pensare a cosa accadrebbe se Israele avesse metà cittadini arabi musulmani. Futuro che gli Ebrei lavorano perché non si avveri mai. Noi, invece, lavoriamo perché si avveri a casa nostra.




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