L’Aids sbarca in Sicilia: è boom grazie ai migranti

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Due delle più temute infezioni o malattie sessualmente trasmissibili tornano con prepotenza nel panorama italiano. Grazie ai migranti.

I casi di Aids e sifilide, intatti, tornano ad aumentare in diverse regioni italiane e, in particolare (sorpresona) in Sicilia. Dopo alcuni anni di decremento, a partire dal 2012, la curva dei nuovi contagi è tornata a essere in crescita.

SBARCHI, GRAFICO

Nel corso del 2017 all’ospedale Civico di Palermo, centro di riferimento regionale per la Sicilia per le malattie sessualmente trasmissibili, sono stati 65 i nuovi casi di Aids riscontrati. Un dato in incremento rispetto agli scorsi anni: nel 2016 erano stati 53, 42 nel 2015, 34 nel 2014, 20 nel 2013. E in ogni caso un dato come quello dell’anno appena concluso non ha precedenti almeno dal 2009. Un trend in linea con quello siciliano. I numeri, in questo caso, si riferiscono al 2016, ultimo aggiornamento del registro regionale. In quell’anno le nuove diagnosi di infezione da HIV in Sicilia furono 274. Quasi il doppio di quelle di appena sei anni prima: nel 2010, infatti, i nuovi casi riscontrati erano stati 143 con una crescita praticamente costante anno dopo anno.

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L’identikit del contagiato
L’identikit di chi contrae l’HIV e poi l’Aids abbraccia tre grandi categorie: nel 40% dei casi si tratta di omosessuali maschi fra i 20 ed i 35 anni; un’altra fascia altrettanto ampia riguarda donne eterosessuali migranti, in questo caso l’età si abbassa ai 18-25 anni. Il restante 20% dei contagi riguarda eterosessuali, uomini e donne in egual misura, che hanno un’età fra i 40 e i 60 anni.

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La questione sifilide
Dati preoccupanti anche sulla sifilide. In questo caso le nuove diagnosi, nel 2017, sono state 44, contro le 31 del 2016, le 19 del 2015 e le 14 del 2014. A essere più colpiti sono i giovani uomini, l’età media è di 37 anni, e il rapporto maschi/femmine è di 8 a 1.




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