Capotreno: “Calci e pugni dal nigeriano e in galera ci finisco io”

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“Mi sono beccato calci e sberle per aver fatto rispettare le regole e sono stato pure condannato – ha raccontato Andrea Favaretto – è meglio che non ci pensi”.

“Perché in Europa le leggi non spediscono alla sbarra chi fa rispettare la legge bensì mandano sotto processo chi le viola? – ha tuonato il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia – come sarebbe stata punita la violazione nel paese di provenienza del signore pizzicato col biglietto non valido?”. Il tutto perché Favaretto ha fatto appunto scendere alla stazione di Santa Giustina (Belluno) il nigeriano che aveva pizzicato senza biglietto.

Capotreno picchiato e condannato, comandano ‘loro’

A raccontare cosa è successo due anni fa è lo stesso capotreno. Il collega del regionale precedente lo aveva avvertito che in stazione gironzolavano alcuni nigeriani che erano stati appena fatti scendere dal treno. “Quando l’ho visto a bordo gli ho chiesto il biglietto – ha spiegato al Corriere della Sera – una, due volte, ma lui era sempre al cellulare e non mi dava retta. Ho così pensato di prendere il suo borsone e portarlo a terra, in modo che scendesse anche lui”. Il nigeriano è andato su tutte le furie e lo ha aggredito. “Mi ha preso a calci e sberle facendomi cadere gli occhiali – ha continuato – io ho chiamato i carabinieri per poi risalire sul treno che doveva ripartire. Oh, io non sono razzista, faccio il mio lavoro e cerco di farlo bene con tutti, italiani o stranieri che siano”.

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Basta con questo doversi sempre giustificare con ‘non sono razzista’. Presto ci faranno esibire un documento di ‘non razzismo’.




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