EFFETTO ONG, CROLLANO DONAZIONI A TRAFFICANTI UMANITARI

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Lo scandalo sulle Ong impegnate nel traghettamento dei clandestini dalla Libia all’Italia che ha caratterizzato il 2017 dà finalmente i suoi frutti. Due inchieste giudiziarie hanno e stanno indagando sui legami con i trafficanti di uomini e il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’effetto è il crollo delle donazioni: gli italiani non sapevano che donando soldi a Save The Children e MSF stessero finanziando l’invasione del loro Paese, pensavano di aiutare bambini bisognosi in giro per il mondo. Una volta emersa la verità, è affondato il flusso di denaro.

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La Phoenix, la prima nave degli scafisti umanitari scesa in mare per traghttare i clandestini, è ormeggiata al porto di Dubai: “Non ci sono più i soldi per poter sostenere i costi. Il seme della discordia ci ha colpiti duramente, abbiamo visto dimezzare i nostri sostenitori”, si lamenta Regina Catrambone, boss di Moas, che di clandestini ne ha scaricati a migliaia in Italia dal suo buen retiro maltese.

“Questa insulsa campagna anti-Ong sta danneggiando i nostri progetti”, è la considerazione di Gabriele Eminente, direttore generale di Msf Italia. Che solo un anno fa si gloriava di traghettare – e ancora lo fa – migliaia di clandestini dalla Libia.

Governo finanzia le Ong sotto inchiesta, con i tuoi soldi

Eccolo il primo effetto delle inchieste che, nel 2017, dopo le dichiarazioni del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro che denunciò legami tra Ong e trafficanti di uomini, hanno assestato un duro colpo alle donazioni in favore degli scafisti umanitari.

Un calo tra il dieci e il venti per cento, una emorragia da dieci milioni di euro, una crisi che si prevede di lungo periodo non foss’altro perché a questo bilancio, provvisorio ma già fortemente in rosso, manca ancora la fetta del cinque per mille, che viene erogato a due anni e che, si spera, non potrà che subire lo stesso calo. Gli italiani ora sanno.

La flessione ha caratterizzato soprattutto il contributo italiano per il maggior risalto mediatico della polemica sulle Ong, scaturita dalle inchieste giudiziarie di Catania e Trapani, proseguita con quelle di due commissioni parlamentari e con il nuovo codice di comportamento voluto dal Viminale, e conclusa con l’abbandono del Mediterraneo di buona parte delle navi umanitarie. Da Msf a Moas, da Sea Watch a Save the children, e persino l’Unhcr (quella che ha offeso gli italiani anti-ius soli), si trovano a fare i conti con una raccolta di fondi inferiore alle aspettative.

Solo Sos Mediterranée, network europeo composto da quattro associazioni, ha un dato in controtendenza che però conferma il colpo alla fiducia nelle Ong avvertito in Italia: alla flessione di Sos Mediterranée Italia ha fatto da contraltare un aumento significativo ( più di tre milioni di euro) nel fundraising in Francia, che sta consentendo di prolungare per un altro anno la missione della Aquarius in Italia. Insomma: i francesi finanziano una nave per scaricare clandestini in Italia, poi chiudono la frontiera a Ventimiglia.

Chi dà una valenza più sociologica e politica che economica alla flessione delle donazioni è Gabriele Eminente di Msf, la Ong che probabilmente ha pagato più di altro: “Noi siamo la cartina di tornasole – è la sua analisi – Le polemiche hanno fortemente intaccato la percezione delle organizzazioni umanitarie nei cittadini italiani, con un impatto notevole che ha coinvolto anche chi non è mai andato in mare a salvare migranti. È venuta meno la fiducia, che è poi il motore vero di chi dona. Le parole di odio, rancore che hanno dipinto le Ong come luoghi di privilegio purtroppo hanno fatto breccia, ingenerando paura e confusione. Un danno sociologico che ci vorrà molto tempo per recuperare, soprattutto per chi, come Msf, non prende alcun aiuto istituzionale e si basa solo sulle donazioni dei privati. E dire che proprio nel 2017 avevamo investito proprio nel fundraising in Italia”.

Non lo recupererete mai. Faremo in modo che non possiate più raccontare frottole agli italiani. Dovevate aiutare bambini e persone malate in giro per il mondo, avete preferito gettarvi nel business del traffico di clandestini. Ne dovete pagare le conseguenze.

Gli stalker dell’elemosina con le pettorine azzurre, rosse e gialle delle organizzazioni nel 2017 hanno avuto proprio vita dura. Il face to face negli aeroporti e nelle stazioni, nei centri commerciali e per strada, ha incontrato molte più resistenze che negli anni passati. È un dato che accomuna tutti anche la famigerata Unhcr.

Colpita anche Save the children. Non perde come gli altri, probabilmente perché alcuni ancora pensano che aiutino davvero i ‘children’ ma registrano comunque una flessione del 5 per cento sulle nuove donazioni.

Colpirli nel portafoglio.




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