Don Morselli contro immigrazione: “State facendo entrare i vostri futuri carnefici”

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L’Islam ha negli immigrazionisti i suoi “utili idioti” e la Chiesa sta vivendo il suo “inferno”. Parola di don Alfredo Morselli, 59 anni, parroco nella diocesi di Bologna, in una intervista al Giornale. Gli estratti che riteniamo più significativi.
“Porto avanti fedelmente – dice – quanto mi ha insegnato il Card. Caffarra». Don Alfredo, prima di rispondere alle domande del giornalista, tiene a precisare: “non chiamatemi “tradizionalista” nella presentazione, sono solo un cattolico”. E’ qualcun altro a non esserlo.

Don Alfredo Morselli, lei ha recentemente parlato di “scisma di fatto”. Ci spiegherebbe la sua posizione in merito?

“Con scisma di fatto intendo una reale divisione tra cattolici, che credono cose diverse e inconciliabili tra loro. Le faccio un esempio: alla domanda “Due persone non sposate tra loro possono compiere con piena avvertenza e deliberato consenso gli atti propri degli sposi senza peccare mortalmente?” oggi ci sono due risposte: da un parte i buoni cattolici che dicono “No mai”; altri dicono: “Sì, in certi casi”. Queste risposte sono inconciliabili tra loro e presuppongono due fedi sostanzialmente diverse. Questo è uno stato di fatto, non dichiarato ufficialmente da nessuno, ma reale”.

Condivide la posizione del Papa sul tema dei migranti oppure anche lei ritiene che l’accoglienza non sia un diritto sempre sostenibile?

“Anche la questione dell’immigrazione rientra nell’ambito della dottrina sociale della Chiesa, sotto le voci del principio di solidarietà, di retto ordine internazionale e di pace tra le nazioni. E senz’altro il Papa fa bene a ribadire i suddetti principi: tuttavia le decisioni pratiche particolari devono essere giudicate e non direttamente indotte da uomini di Chiesa. Vedo in questo due pericoli: uomini di Chiesa che fanno dello ius soli e della immigrazione gli unici temi della predicazione e che tacciono sui valori non negoziabili, ad esempio di fatto tacendo o quasi sull’ultima legge sul fine vita”.

A cosa si riferisce quando dice che stiamo vivendo “L’inferno della Chiesa”?

“A Fatima la Madonna ha mostrato tre parti del segreto, che corrispondono a tre inferni: l’inferno dei singoli (il mare di fuoco mostrato ai pastorelli, dove cadono molte anime), l’inferno delle nazioni, ovvero il comunismo e il relativismo (che hanno annientato fisicamente e moralmente molte nazioni) e una sorta di inferno della Chiesa, ovvero una grande persecuzione che culmina con l’uccisione del Vescovo vestito di bianco: egli, stranamente, viene colpito non solo da armi da fuoco, ma anche da frecce. Queste nella S. Scrittura, sono talvolta le armi di chi colpisce a tradimento: allora mi chiedo se il Vescovo vestito di bianco non possa essere l’istituzione del papato colpita dalla setta modernista. E concludo – visto che mi ha dato l’occasione di parlare del mare di fuoco mostrato dalla Madonna a Fatima – dicendo che noi uomini di Chiesa dobbiamo ricordare non solo quei poveri migranti affogati nel mare di acqua, ma soprattutto il pericolo di essere inghiottiti nel ben peggiore naufragio, in un mare di fuoco, di chi perde per l’eternità la propria anima”.

Ritiene che ci sia il rischio di una islamizzazione dell’Europa?

“Basta un pallottoliere per fare due calcoli sull’implosione demografica della ex-civiltà cristiana da un lato e dalla esplosione del mondo islamico dall’altro. Vede, Lenin aveva coniato il termine di “utili idioti” per indicare quei “borghesi” l’alleanza momentanea con i quali avrebbe accelerato il moto rivoluzionario. Ebbene oggi abbiamo “gli utili idioti” dell’Islam, gli immigrazionisti selvaggi che chiamano “risorse” i futuri loro dominatori e carnefici. La speranza è solo soprannaturale, ovvero che il trionfo del Cuore Immacolato di Maria promesso a Fatima avvenga prima fi tutto ciò”.

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