Moby: “Cia mi chiese di parlare di Trump e Russia” – VIDEO

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L’intelligence americana ha sempre utilizzato il mondo dell’arte come una estensione della propria propaganda mediatica.

Non sorprende quindi che chieda a esponenti di quel mondo di utilizzare la propria penetrazione social nel mondo per propagandare fake news.

In una recente intervista, Moby ha rilevato che i suoi “amici della CIA” gli hanno chiesto di approfittare del suo “seguito dei social media” per diffondere voci sulla falsa collusione del presidente Donald Trump con la Russia durante la campagna del 2016.

Il pluripremiato artista Moby ha rilasciato un’intervista al WFPK giovedì per promuovere il suo nuovo album, “Everything Was Beautiful and Nothing Hurt”, ma in qualche modo ha finito per passare l’ultima metà dell’intervista parlando di Trump e della Russia.

Moby ha detto di aver stretto amicizia con alcuni “agenti della CIA attivi ed ex” nel corso degli anni, i quali gli hanno detto che erano “davvero preoccupati” del fatto che Trump “fosse essenzialmente gestito come un agente russo”.

Volevano convincerlo a diffondere la falsa notizia che fosse un “agente russo sotto copertura”.

L’intervista completa è stata pubblicata su Twitter da Kyle Meredith del WFPK. La discussione su Trump inizia al minuto 8:10.




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