Bassetti, CEI: “Dobbiamo integrarci con i migranti”

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La Chiesa è ostaggio di un manipolo di fanatici che si è data alla tonaca per un solo motivo: parassitare. Molti di questi falsi cristiani sono divenuti prelati solo per essere mantenuti e avere carne fresca a disposizione. E non ne hanno mai abbastanza.

Le loro prediche sono sempre più deliranti. Descrivono una entità totalmente estranea alla società italiana: ci vogliono fare scomparire.

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Possiamo fare il possibile per integrarci. Ognuno, quindi, sappia accogliere l’altro per raggiungere una convivenza che sia degna dell’umanità e di persone che sono state battezzate nel nome di Cristo”: lo ha detto il cardinale Gualtiero Bassetti, celebrando la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato nel complesso interparrocchiale di Olmo.

“Ogni volta che un ‘forestiero’ bussa alla nostra porta ci offre un’occasione di incontro con Gesù, il quale si identifica con il fratello accolto e, soprattutto, con quello rifiutato. Il Signore affida all’amore materno ogni essere umano costretto a lasciare la propria patria alla ricerca di un futuro migliore”, ha osservato il presidente della Cei, ricordando le parole del suo boss.

Qui abbiamo milioni di forestieri che non bussano, buttano direttamente giù la porta. E abbiamo sacerdoti che, invece di difendere la propria gente, la invitano a farsi eliminare come popolo. Millantando di gente in fuga da guerre e persecuzioni che non esistono.

“Tale sollecitudine – ha detto – deve esprimersi in ogni tappa dell’esperienza migratoria dalla partenza all’arrivo, fino al ritorno nel Paese d’origine, nella speranza che tutti possano un giorno tornare nelle proprie case.”

Visto che non fuggono da guerre, non è il caso che lascino un continente sconfinato e vuoto per venire a rompere le palle qui, dove la densità abitativa è ormai fuori controllo. A parte in un piccolo posto: il Vaticano.




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