Profugo molesta minorenni sul bus, magistrato lo scarcera perché “scherzava”



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Come hanno spiegato i due piccoli migranti che a Trieste hanno bruciato un senzatetto, anche lui, il migrante ventisettenne che ha molestato due minorenni su un bus a Imperia “scherzava”. Per questo è tornato in libertà: la decisione è stata presa dal gip Massimiliano Rainieri, che non ha convalidato l’arresto della polizia perché non è stato compiuto il flagranza di reato, resta soltanto una denuncia a piede libero.

Insomma, ti devono beccare mentre le stupri, le ragazzine.

Nell’udienza di convalida dell’arresto, l’immigrato della Guinea da otto mesi ospite di un cooperativa ha dichiarato che si è trattato di uno scherzo: «Ero sull’autobus, ho scherzato con queste due ragazze, pensando che fossero consenzienti. Anche loro hanno iniziato scherzando, poi hanno cambiato atteggiamento».

Ovviamente è bastato questa minchiata suggerita dall’avvocato perché il richiedente asilo, accusato di aver molestato, mercoledì sera, due ragazzine di 15 e 17 anni sull’autobus, a Imperia, venisse scarcerato. Il gip Massimiliano Rainieri lo ha rimesso in libertà, inviando gli atti al pm, che lo indagherà a piede libero, innanzitutto ravvisando l’inapplicabilità dell’arresto in flagranza di reato, per mancanza di presupposti, basandosi quest’ultimo soltanto sulla dichiarazione delle due ragazzine. E in ultimo, per la presunta buona fede dell’imputato.

Il giovane era accusato di aver toccato le gambe e il seno delle due minorenni, pertanto gli agenti della questura di Imperia lo avevano arrestato per violenza sessuale. Era stato l’autista, sentendo le due ragazze gridare, a bloccare le porte del bus e allertare il 112.

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Ricapitolando: siccome non lo hanno mandato affanculo appena salito sul bus, il profugo ha pensato di potere toccare seni e gambe delle due minorenni. E ha anche trovato un suo simile magistrato che lo libera.

Questo Rainieri deve avere un certo debole per i migranti. Tempo fa:

Il gip Massimiliano Rainieri non ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, fissando un’udienza per il 24 novembre. Il caso raccontato dal Secolo XIX / La Stampa è quello dell’aggressione subita l’estate scorsa da Mohamed Diawara. Il rifugiato senegalese di 19 anni era stato aggredito per strada a pietrate da un gruppo di giovani mai identificati.

La decisione del giudice arriva dopo l’opposizione all’archiviazione presentata dall’avvocato Alessandra Ballerini di Genova. L’atto del legale faceva presente che l’indagine svolta dalla Procura “non può ritenersi esaustiva perché limitata alla visione di un filmato di un’unica videocamera di sorveglianza”.

Quindi



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