Profugo lussa spalla ad agente, liberato ne pesta un altro : non può essere identificato

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Magistrati e leggi in soccorso dei profughi. Profugo spacca una spalla a un poliziotto, lo manda in ospedale e dopo una condanna di un anno viene scarcerato: perché sotto i tre anni di condanna non vai in galera.

Ma nonostante la sospensione della pena, ieri, Mohammad Jata, profugo gambiano di 22 anni, ospite del vecchio hotel Al Bragosso di Sant’Anna di Chioggia è stato riarrestato.

Dopo il processo, tenutosi venerdì mattina in tribunale a Venezia, infatti, ha riaggredito due agenti della polizia di Stato ferendoli e rifiutandosi ancora una volta di farsi fotosegnalare.

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Una pratica ormai nota ai migranti. Infatti se il fancazzista si rifiuta, non c’è nulla da fare. La legge contro la ‘tortura’ approvata dal governo non consente ai funzionari della polizia scientifica di poter “usare la forza” come aveva fatto sapere il segretario generale regionale Ugl Fsp Polizia di Stato, Mauro Armelao.

Il gambiano, infatti, ieri era stato condotto in questura per essere sottoposto a dei rilievi (foto e impronte) e per il Dna, ma una volta lì, ha iniziato a scaldarsi, tentando di sottrarsi agli accertamenti. Anzi, ha colpito violentemente, come attestano fonti ufficiali, due poliziotti, ferendoli.

Così è stato riarrestato per resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale in meno di 24 ore. Il magistrato di turno ne ha disposto la custodia nel carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia, in attesa di un nuovo processo a suo carico.

Il ventiduenne era ospite all’hotel Al Bragosso, che da un mese sta facendo parlare di sé. I migranti avevano iniziato a protestare il 6 dicembre, lamentando di venire trattati male e che la cooperativa che gestisce il centro non la volevano. Per questo si erano anche barricati all’interno. Così in questi giorni la revoca della gestione alla ormai vecchia cooperativa è arrivata. Il migrante ha sempre ragione.




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