Verona, clandestina evita espulsione perché è rimasta incinta

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Ora l’attività sessuale è un motivo per ottenere lo status da profuga

Uno Stato allo sbando. Con magistrati al servizietto dell’invasione. Il Tribunale di Venezia, dopo aver inizialmente negato lo status di rifugiato a una donna originaria del Gambia, perché non ci sono guerre e persecuzioni in Gambia, ha mutato la propria decisione, perché la clandestina si è nel frattempo riprodotta: un chiaro invito ad inondarci di piccoli africani.

Come riporta Il Corriere del Veneto nell’edizione di Verona a pagina 8, la donna stava per essere espulsa dall’Italia. La commissione di Verona le aveva infatti negato la protezione sussidiaria che spetta ai rifugiati. Si era allora rivolta al tribunale di Venezia raccontando di avere un ex marito che vuole uccidere, una infibulazione subita, che è costata la morte a sua figlia e la nuova gravidanza che ha portato alla nascita di un bambino lo scorso marzo. Insomma, tutta lo scibile delle invenzioni da manuale.

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Inizialmente la sua versione non era stata ritenuta convincente, ma poi il giudice ha cambiato idea con questa motivazione: «si rinviene nella recente gravidanza un’ipotesi di vulnerabilità da tutelare attraverso la concessione della misura prevista dall’articolo 5 del decreto legislativo 286/98». Lo status di rifugiato le è quindi stato riconosciuto e la donna può rimanere in Italia con il nuovo marito, anche lui richiedente asilo.

Ecco. Mantenuti a vita. Ora basta farsi ingravidare per avere il permesso di soggiorno da profugo.




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