Il sociologo di sinistra affonda il PD: “Altro che Ius soli, serve più Ius Sanguinis”

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Il sociologo di sinistra Luca Ricolfi, intervistato da Libero, ribadisce quanto già teorizzato in precedenti opere, ovvero la distanza siderale tra il PD e il popolo: “Il PD è diventato un “partito radicale di massa”, come dice Marcello Veneziani, ovvero si occupa di temi sovrastrutturali: unioni di fatto, fine vita, discriminazioni, fecondazione eterologa, tutela delle minoranze, diritti umani. Il punto però è che, pur essendo diventato il partito dei “ceti medi riflessivi”, che si credono la parte migliore del Paese, anziché prendere coscienza di questa mutazione, si ostina a proclamarsi di sinistra e difensore dei ceti popolari. Qualcuno si può stupire che questi ultimi dicano “no grazie” e si rivolgano altrove?”.

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Interessante la posizione dello studioso sullo Ius soli. Per Ricolfi occorrerebbe stringere le maglie sulla concessione della cittadinanza, anziché che procedere con quanto auspicato da PD e sinistra estrema: “La questione della cittadinanza non è una battaglia di civiltà, ma una normale questione di tempi, condizioni e verifiche. Non sono sfavorevole a renderla più rapida, ma penso che le condizioni per concederla dovrebbero essere più stringenti di quelle attuali. Il vero problema non sono i residenti regolari che vogliono la cittadinanza, ma gli irregolari che alimentano la criminalità”.

Almeno pensa. Ma non abbastanza. Ci ostiniamo a pensare che il problema siano i clandestini. Sono, ovviamente, un problema. Ma ‘il’ problema è l’immigrazione in sé: a nessuno interesserà tra qualche decina di anni, se ad averci sostituito saranno clandestini o regolari. Certo, al momento cambia se a sostituirti è qualcuno che ti sgozza o qualcuno che sforna cinque figli, ma a lungo termine, l’effetto è lo stesso. La tua identità scompare.

Per questo si deve uscire assolutamente dall’idea falsa e dannosa che l’immigrazione sia soltanto un grave problema di ordine pubblico: lo è, ma è più profondo il danno che può fare ad una società. Le cose rubate si ricomprano, i feriti si curano. Ma quando le civiltà scompaiono, non tornano più.




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