Il centro profughi lo gestiva la ‘ndrangheta



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E’ noto. Il business dell’accoglienza dei cosiddetti profughi vede tre grandi attori – player, direbbe la Fedeli – che se lo spartiscono: la Chiesa, le Coop/PD e la ‘ndrangheta. Spesso collaborano tra loro.

La cosca di ‘ndrangheta Farao-Marincola, grazie alla collusioni di alcuni amministratori pubblici, era riuscita ad infiltrarsi anche nell’accoglienza ai migranti.

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In particolare, secondo quanto emerso dall’operazione Stige, un immobile adibito a centro accoglienza profughi a Cirò Marina sarebbe stato riconducibile alla cosca. La struttura era gestita da una serie di cooperative compiacenti, i cui rappresentanti, per l’accusa, fungevano da collegamento con gli enti pubblici per ottenere finanziamenti e autorizzazioni. Il sodalizio criminale otteneva così, sostanzialmente in esclusiva per le proprie ditte, la fornitura di beni e servizi ai migranti, accrescendo ulteriormente i propri introiti grazie anche al sistematico ricorso a fatturazioni gonfiate.



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