Rissa PD – Grasso per i soldi: “Ridacci 83mila euro”

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Siamo alla rissa per i soldi

Il presidente del Senato Pietro Grasso, leader di Liberi e Uguali, risponde in una lettera pubblicata su Repubblica alle dichiarazioni del tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi, che lo ha più volte sollecitato a restituire 83.250 euro per non aver versato negli ultimi cinque anni le quote al gruppo del partito in Senato. Per Grasso le dichiarazioni di Bonifazi “sono infamanti” e rappresentano “una sorta di ritorsione” nei suoi confronti.

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“Egr. Tesoriere del Partito Democratico, Onorevole Bonifazi, non ho risposto tempestivamente alla sua prima lettera, nella quale mi chiedeva di versare 83.250 euro al Pd in ragione della mia elezione al Senato nel 2013, perché ho considerato la modalità attraverso la quale ha scelto di farmi giungere tale comunicazione, ossia i giornali, un colorito quanto basso espediente da campagna elettorale”.

“Non ho mai ricevuto da voi – precisa Grasso – alcuna comunicazione in merito alla quota economica mensile che avrei dovuto versare al Pd in ragione della mia elezione, né le modalità di pagamento. Eppure dal marzo del 2013 al giorno delle mie dimissioni dal gruppo del Pd in Senato sono trascorse 56 mensilità. Abbastanza occasioni per farlo, non crede?”.

“Non sembra opportuno che il presidente del Senato sostenga con soldi pubblici l’attività di un partito, così come per prassi centenaria non è chiamato a dare col voto alcun contributo politico. Ecco perché ero convinto che non aver ricevuto richieste di contributi dipendesse da una visione condivisa di questo modello“.

“Visto che il suo disappunto per la mia presunta morosità si è trasformato in sprezzanti dichiarazioni pubbliche, vorrei capire cosa ne pensa dei circa 250mila euro che il gruppo del Pd in Senato ha percepito dal marzo del 2013 al 26 ottobre del 2017 in ragione della mia iscrizione al gruppo medesimo“.

“Non ritengo pertanto sussista – conclude – alcuna delle ragioni da lei addotte nella sua infamante lettera”.

Se promettete di levarvi tutti dalle palle, facciamo una colletta.




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