iPhone programmati per ‘uccidersi’, aperta inchiesta

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A Parigi c’è un’inchiesta preliminare che mira a fare chiarezza sulla “obsolescenza programmata” di alcuni modelli dell’iPhone, che Apple è accusata di fare funzionare con prestazioni inferiori volontariamente.

È una fonte giudiziaria a dare la notizia dell’indagine, aperta lo scorso 5 gennaio e affidata al servizio nazionale inchieste della Direzione generale della concorrenza del consumo e della repressione delle frodi (DGCCRF), che ipotizza anche che sia stata commessa “frode”.

Il 27 dicembre l’associazione Halte à l’obsolescence programmée (HOP) aveva denunciato Apple, accusandola di aver ridotto volontariamente le performance e la durata di vita dei suoi smartphone attraverso i sistemi di aggiornamento. In questo modo, secondo l’accusa, la società avrebbe accelerato il processo di sostituzione, per arrivare a incrementare le sue vendite e una legge datata primo luglio 2016 ha reso reato questa pratica.

Ingenui. Tutto il capitalismo moderno, che possiamo definire iper-consumismo, si basa sulla ‘obsolescenza programmata’. Necessaria a mantenere in equilibrio un sistema che altrimenti non potrebbe. La concentrazione eccessiva di ricchezza, necessita di una sempre minore durate dei prodotti di consumo e di un sempre maggiore indebitamento dei consumatori.

E la ‘obsolescenza’ non riguarda solo di prodotti. Anche i sentimenti sono divenuti a tempo. E’ un processo di entropia




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