Profughi dormiglioni, la protesta a Genova: «Colazione servita troppo presto»



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Doppia protesta dei sedicenti profughi per ritardare l’orario dei pasti e per denunciare lo spazio ristretto delle stanze in cui sono alloggiati. Sono circa 70 gli ospiti del centro di accoglienza allestito nell’ex ospedale di Quarto, trasformato in centro di accoglienza proprio per accogliere loro, ad aver manifestato ieri mattina davanti alla Prefettura. La sera prima una cinquantina di loro aveva organizzato un sit in davanti all’ingresso della struttura, facendo scattare, su segnalazione del personale, l’intervento degli agenti.

I poliziotti hanno ascoltato i fancazzisti e annotato a verbale le loro richieste, ribadite ieri davanti alla Prefettura. Il cliente ha sempre ragione.

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Come si legge dal documento, i richiedenti asilo chiedono vorrebbero che venisse posticipata la colazione, che viene servita troppo presto al mattino. Ma vorrebbero anche dire la loro sugli orari di distribuzione di tutti i pasti della giornata. L’orario, a parere dei migranti, sarebbe troppo rigido. Un’altra richiesta riguarda l’impianto wifi: «Spesso l’impianto non funziona», hanno detto i manifestanti.

Ma il punto più importante, secondo i profughi, è il fatto che le stanze della struttura, per loro, sono troppo piccole: «Dormiamo praticamente uno addosso all’altro, vogliamo camere più ampie in cui poterci muovere e poter mettere in ordine le nostre cose».

L’Africa è enorme. E vuota.



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