Profughi presentano lista richieste: «Niente scuola al mattino e moschea»

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Nelle prime ore del mattino del 3 gennaio 2018, più di un centinaio di profughi africani in fuga dalla guerra in Siria, che gozzovigliano da anni a Marco, Trento, ha dato vita ad una protesta, bloccando la strada e barricandosi:

Trento, Profughi si barricano: “Vogliamo i nostri appartamenti”

Ora hanno stilato una serie di pretese presentate alle autorità, ecco le più divertenti: individuazione di appartamenti e/o strutture dove poter alloggiare; letti più comodi; più qualità del cibo; iniziare la scuola in orario diverso visto dalla mattina; moschea. E altre ancora.

Secondo, Fugatti, il leader della Lega in zona, questa è una situazione vergognosa e non più sopportabile: «Ci sono persone trentine e italiane che vivono in appartamenti Itea in pessime condizioni o che da anni attendono in graduatoria l’assegnazione di un alloggio pubblico; vi sono famiglie trentine e italiane sfrattate che vivono grazie all’aiuto di parenti e amici (nei casi più fortunati) e che si mettono in fila per un pasto caldo o per un pacco viveri; vi sono trentini e italiani che non hanno il denaro sufficiente per l’acquisto di farmaci o per sottoporsi ad una visita medica; vi sono trentini e italiani che un letto comodo non possono avercelo e vi è chi, dopo anni di lavoro e sacrifici, fruga nei cassonetti alla ricerca di cibo per sé e per i propri familiari. A tutte queste persone, purtroppo, le stesse attenzioni non vengono riservate nonostante gli appelli all’amministrazione provinciale e/o locale e agli assistenti sociali». – aggiunge Fugatti.

Il consigliere provinciale della Lega poi affronta la questione in generale: «Non vi sono strutture sufficienti per ospitare un così grande numero di persone e allo stesso tempo non è pensabile invogliare tramite denaro o obbligare Sindaci, Governatori e privati ad individuare appartamenti per l’accoglienza dei profughi mentre migliaia di italiani vivono in condizioni di povertà. In Provincia di Trento, da quanto si apprende dalla stampa, servirebbero 100 appartamenti…100! E così si rinnova l’invito ai privati di mettere a disposizione le loro proprietà senza curarsi poi delle conseguenze che questa emergenza porterà e sta portando con sé: disordini sociali, proteste, malcontento, rabbia dei cittadini italiani. Inoltre se alcuni volontari parlano di “legittime richieste” in occasione della protesta a Marco, altri avrebbero evidenziato ben altri aspetti legati all’accoglienza e al comportamenti di diversi profughi. Lo stesso Assessore Zeni (PD) non pare aver particolarmente apprezzato questa protesta, affermando che non esiste un diritto al comfort ma la necessità di rimboccarsi le maniche per una maggior vita autonoma».

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