In Austria il primo nato nel 2018 è musulmano: rivolta social



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La prima nata in Austria è un’islamica. E’ nata a Vienna 47 minuti dopo la mezzanotte tra il 31 dicembre e il primo gennaio. Ha così ‘vinto’ il titolo di bambina dell’anno. Come vuole la tradizione, la foto del Neujahrsbaby è stata pubblicata su tutti giornali. A dimostrazione visiva della Grande Sostituzione etnica in corso in tutta Europa.

Quattro secoli dopo averli respinti lungo le mura di Vienna, ora i musulmani si stanno prendendo la rivincita, e in Austria come nel resto d’Europa, con i ventri delle loro donne.

Ma c’è ancora, maggioritaria, una parte sana, che ha compreso che le guerre, oggi, sono demografiche. Che il nemico non attacca più, armato di fucili, ma di donne incinte: così la rete si è scatenata inondando di commenti furiosi le pagine social dei giornali locali che hanno pubblicato il ritratto della famiglia, diffuso dall’Associazione degli ospedali di Vienna.

L’atteggiamento di resistenza verso l’islamizzazione è sempre più diffuso tra gli austriaci, che alle scorse elezioni hanno premiato due partiti, quello conservatore del cancelliere Sebastian Kurz e quello di “estrema destra” di Heinz-Christian Strache, che hanno fatto della lotta all’Islam e all’immigrazione il cavallo di battaglia delle rispettive campagne elettorali.

Il quotidiano locale Heute, che ha rilanciato la notizia della nascita di Asel, ora sta valutando azioni legali per le frasi offensive postate dai lettori, che potrebbero rispondere, decidendo di leggere altri giornali, mentre c’è chi, come il segretario generale della Carita$ locale, Klaus Schwertner, ha lanciato una campagna in difesa della famiglia musulmana sulla sua pagina Facebook.

L’Austria resiste. Ma le rivolte social non bastano. Se non vogliamo morire islamici e meticci, dobbiamo chiudere le frontiere ed iniziare un rimpatrio di massa. Come quello del premio nobel della pace.



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