Capodanno a Firenze: italiani pestati da branco di migranti

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“Arancia meccanica”, “delle belve”, “pestati senza motivo”. Il capodanno di Firenze è stato, come in tante altre città italiane, nel segno della violenza d’importazione.

Gli aggressori di un gruppo di giovani italiani sono tutti nordafricani. La polizia sta indagando. Ma i giornali locali non ne parlano. Il primo a denunciare pubblicamente le violenze è stato Massimo Paesani, zio di Capolongo e attivista 5 Stelle.

Mio nipote , i suoi amici, un fiorentino ed altre persone, aggrediti e malmenati i la notte di Capodanno!!!AGGRESSIONE…

Posted by Massimo Paesani on Tuesday, January 2, 2018

“Alle ore 04.10 , fuori dal locale fiorentino “LE GIUBBE ROSSE” in Piazza della Repubblica, una dozzina di nordafricani hanno effettuato un raid contro cittadini italiani che stavano solo festeggiando e brindando al nuovo anno”, si legge nel suo post su Facebook. “Un fiorentino, dei passanti e tre ragazzi romani sono stati improvvisamente attaccati senza alcun motivo apparente. Calci, pugni, testate e calci in faccia una volta caduti in terra , tra questi mio nipote che era venuto a trascorrere il capodanno qui a Firenze. Sono stati tutti portati dal 118 in ospedale Santa Maria Nuova , due trauma cranico, una frattura nasale, una frattura mascellare e una ventina di punti , oltre a lividi ed escoriazioni varie!! Perché non ne parlate? Oppure se non ci scappa il morto non fa notizia?”.

Ma chi sono i componenti di questa banda? I presenti parlano di nordafricani, sui vent’anni, probabilmente alterati («ma da come colpivano non sembravano ubriachi», precisa Damiano), «armati» pure di una bottiglia che infatti sarebbe stata usata per menare, come certificano anche le spaccature suturate con i punti. Quel colpire a caso, senza nessun contatto con i prescelti, assomiglia tanto a un gioco assurdo le cui immagini son diventati virali sui social network: il «knockout game». Nato tra i Neri in America e che ora spopola tra i migranti di casa nostra.

Consiste appunto nel picchiare all’improvviso, far male ai passanti, mentre la scena viene ripresa con il telefono. In questo caso, non è chiaro se gli altri membri della banda stessero filmando le gesta del più violento e attaccabrighe. Ma è dai filmati, in compenso, che gli investigatori che hanno ricevuto le denunce delle vittime dell’inspiegabile aggressione di Capodanno sperano di avere uno spunto utile per mettersi sulle tracce dei picchiatori. Tutto si è svolto in fretta, all’improvviso, così repentinamente da sorprendere gli stessi destinatari di questo gioco al massacro. E vigliacco, visto che la banda non ha risparmiato neppure un adolescente.

Le vittime dell’aggressione si sono ritrovate all’ospedale. I vari gruppetti non si conoscevano tra di loro: in comune avevano l’aver scelto di passare il Capodanno in piazza a Firenze e più precisamente di trovarsi in piazza della Repubblica intorno alle quattro, ognuno assorto nel proprio divertimento, quando il raid è divampato in tutta la sua violenza.

La brutalità dell’episodio ha avuto anche un ampio risalto sulla rete, dove la notizia ha iniziato a serpeggiare ed essere condivisa, non senza stupore. «Un’aggressione in stile Arancia Meccanica», scrive Massimo Paesani, lo zio del romano Diego.




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