Israele espelle 40mila africani: “Minacciano nostra identità etnica” – VIDEO



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Lo Stato di Israele ha dato il via al piano di espulsione di clandestini subsahariani residenti sul proprio territorio: questi potranno lasciare volontariamente il Paese alla volta di Rwanda o Uganda – che hanno accettato di accoglierli – a fronte di un rimborso di 3.500 dollari (2.900 euro circa), attraverso “canali sicuri”, oppure da aprile, per loro, scatteranno gli arresti.

Secondo le autorita’, sarebbero 38mila gli “infiltrati” – questo il termine impiegato in Isreale per i clandestini – entrati illegalmente, in maggioranza da Sudan e Eritrea. Quasi 1.500 poi sono quelli ospitati nei centri detentivi.

L’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) e altre organizzazioni hanno contestato il piano, definendolo lesivo del diritto internazionale e israeliano. Il governo ha riso in faccia all’Onu. Come è giusto che sia.

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Come ha detto il premier Benjamin Netanyahu, un’eccessiva presenza di immigrati africani comprometterebbe “il carattere ebraico dello Stato di Israele”.

Ora vogliamo sentire dire lo stesso da Salvini, e lo consigliamo di copiare in modo maniacale le politiche israeliane sull’immigrazione. Non potranno accusarlo di nazismo.

Israele conosce la necessità dei muri. E ha il diritto di proteggere la propria identità. L’Italia anche.



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