Pesaro, musulmana perseguita ragazzo per convertirlo all’Islam

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Lo voleva convertire all’islam. E subito dopo sposare in moschea, magari a Londra, dove si sono conosciuti nel 2015. E’ andata diversamente: sabato scorso la ragazza è finita in carcere a Pesaro per il reato di stalking nei confronti di un 28enne pesarese.

Lei 22 anni, di stretta osservanza musulmana, velo in testa, studentessa universitaria nella capitale inglese, è rimasta folgorata dal giovane pesarese che lavorava nella City. Così nel 2015 è iniziata la loro storia ma ad un certo punto il ragazzo ha cambiato idea sul proprio futuro dando un taglio netto alla relazione con la ragazza e con Londra. Di conseguenza, nel settembre scorso, è tornato a casa dai genitori nel quartiere di Borgo Santa Maria a Pesaro.

La musulmana ha individuato la casa del suo ex, è salita su un aereo ed è arrivata in Italia, destinazione Pesaro. Si è presentata una prima volta a casa del ragazzo per incontrarlo ottenendo solo un rifiuto. E’ tornata a Londra continuando ad inondarlo di messaggi.

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Venti giorni dopo, altra missione a Pesaro, nuovo appostamento davanti alla casa del ragazzo e solito rifiuto. Lei è ripartita ma il giovane si è rivolto al questore di Pesaro chiedendo di essere protetto da questa sua ex che lo stava perseguitando. Il questore, verificando che c’era davvero questo assalto, ha firmato un provvedimento di ‘ammonimento’ per la donna.

E il 30 dicembre scorso scorso, di mattina, la ragazza è atterrata per la terza volta all’aeroporto Malpensa di Milano con l’intenzione di raggiungere Pesaro. La polizia, controllando i documenti, si è accorta che a carico della ragazza c’era un ammonimento. Che le è stato notificato e tradotto, spiegandole bene che si trattava di un divieto di avvicinarsi al suo ex pena il carcere. Ma alle quattro del pomeriggio, la 22enne era a Borgo Santa Maria, di fronte a casa dei genitori del ragazzo. Ed era armata. Aveva un coltello con cui si stava facendo del male tagliuzzandosi le braccia. Urlava anche frasi varie incomprensibili. Sembrava disperata.

Di lì a poco sono arrivati i carabinieri che hanno hanno portato la ragazza in caserma, contestandole la violazione dell’ammonimento e il possesso di un coltello.
Elementi sufficienti per far scattare l’arresto in flagranza. Dopo due giorni di cella di sicurezza, la ragazza uzbeka ieri è stata portata in tribunale per la convalida e il processo con rito direttissimo.

La giovane ha detto sì tra le lacrime al patteggiamento e il giudice ha ratificato l’accordo tra pm e difesa per 3 mesi di reclusione, pena sospesa, seguita da scarcerazione immediata della ragazza. La quale ha chiesto di voler raggiungere il prima possibile un aeroporto per tornare a Londra.




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