L’accusa a Bergoglio: “Lavora per sottometterci all’Islam”

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Alessandro Meluzzi accusa Bergoglio in un articolo sulla prima pagina del Tempo spiegando che la sua ossessione con gli immigrati è una vera e propria “teologia dell’invasione” portata avanti dal Pontefice per sottometterci.

“Anche ieri, primo giorno dell’anno dedicato alla festività della Madre di Dio, la monocorde teologia bergogliana non ha cessato di darci una lezione. Bergoglio ha ricordato anche ieri che bisogna ad ogni costo aprire le porte a coloro che fuggono dalle guerre, anche se queste guerre non esistono ovunque né in Senegal né in Nigeria né in Costa d’Avorio” si legge nell’articolo.

“Dice anche che questa ricerca della pace da parte dei migranti non deve produrre preoccupazione alle nostre latitudini ma semplicemente l’accoglienza pagata dai contribuenti, che ha trasformato le parrocchie in una sorta di agenzia di propaganda per un migrazionismo esasperato. Un migrazionismo sospetto che fa dell’Epifania, quando arriveranno i magi dall’Oriente, una dimensione di multiculturalità fin dall’origine del Cristianesimo, inteso come un’agenzia della open society di Soros al di là di qualsiasi considerazione teologica.

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“Il sospetto – accusa – è che Bergoglio abbia una missione univoca da svolgere: quella di addomesticare ogni resistenza dell’Occidente all’omologazione culturale e alla sostanziale sottomissione all’Islam maggioritario e di fiaccare ogni resistenza della civiltà europea. Sarà pur vero che, come ha detto il teologo del globalismo, gli europei – come tutti i popoli – sono il risultato di molte migrazioni ma è anche vero che hanno combattuto a Lepanto per evitare di diventare sudditi del sultano. Da questo punto la Roma, da cui Bergoglio predica secondo il Soros pensiero, forse assomiglierebbe all’Ankara di Erdogan, alla Riyad dei Sauditi o alla Teheran degli ayatollah. Ma questo al nostro profeta di bianco vestito non dispiace. Credo, quindi che contrariamente a ciò che lui dice – più che dei poveri migranti manipolati e mobilitati bisognerebbe avere paura di lui e delle agenzie internazionali che più o meno consapevolmente lo pilotano”.



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