Prove di rivoluzione colorata in Iran?

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Sembra che vogliano utilizzare il nostro sentimento anti-islamico, non per bloccare l’invasione, ma per invadere i Paesi islamici fuori dalla sfera di influenza del complesso militare industriale del deep state americano

C’è anche il personaggio da copertina, sempre presente durante queste ‘rivolte spontanee’. La cosiddetta ‘ragazza senza velo’: troppo perfetta per essere vera. Sembra uscita da un copione hollywoodiano per colpire l’immaginario collettivo occidentale.

Le strade di Teheran si sono nuovamente riempite questa sera di manifestanti che scandiscono slogan antigovernativi. Lo scrive la Bbc online, secondo cui ci sono informazioni di auto date alle fiamme e simili manifestazioni anche in altre zone del Paese. Già oggi la Tv di Stato iraniana aveva mostrato immagini di banche private assaltate, vetrine sfondate, automobili rovesciate e incendiate.

Una ragazza iraniana senza il velo che sventola il suo ‘hijab’ bianco nel mezzo di una strada affollata diventa il simbolo delle sanguinose proteste antigovernative che in questi giorni squarciano l’Iran.

La donna, riporta la pagina Facebook My Stealthy Freedom di Masih Alinejad, l’attivista che si batte contro l’obbligo dell”hijab’, partecipava alla campagna ‘WhiteWednesdays’ ed è stata arrestata mercoledì scorso. Ma la sua sfida a Teheran, ripresa in un video amatoriale che ha già fatto il giro del cyberspazio e dei media, non si e’ fermata all’incrocio tra via Enghelab e via Abureihan della capitale: sempre secondo My Stealthy Freedom dal 27 dicembre, giorno del suo arresto, e’ emerso almeno un altro video di un’altra donna scoperta che sventola il suo ‘hijab’ in strada. Le proteste contro l”hijab’ coincidono con l’annuncio da parte delle autorità, la settimana scorsa, secondo cui le donne che non indossano il velo in pubblico non saranno più soggette all’arresto ma dovranno frequentare corsi sull’Islam.

E’ sospetto che i media occidentali, sempre pronti a difendere l’uso del velo in Italia ed Europa, siano in prima fila nell’esaltare questa rivolta e la ‘ragazza senza velo’. Sembra vogliano toccare i tasti giusti per indignare l’opinione pubblica e irretirla.

Lungi da noi difendere il tipo di società iraniana, che è comunque estremamente meno oscurantista di quella saudita (le donne possono studiare e non devono indossare il burqa) ma, sinceramente, non siamo tra quelli che vogliono esportare il nostro modello ovunque nel mondo. E’ tipico delle religioni universaliste, volerlo, e tra queste, oltre l’Islam, c’è anche l’idolatria democratica: che mentre amputa la libertà e la democrazia in Occidente, millanta di volerla diffondere. In realtà vuole diffondere la Globalizzazione e gli interessi delle multinazionali, e per farlo deve eliminare le differenze, qualunque siano.

Semplicemente, vogliamo che altri non contaminino il nostro modo di vivere. Ma sono liberi di esprimere la loro natura a casa loro. Questa è la vera tolleranza.

Questo non ci esime dal pensare che esisto una gerarchia di valori tra le civiltà, e che la nostra sia superiore a quella del mondo islamico.

A noi, questa rivolta iraniana sembra la classica rivoluzione colorata studiata a tavolino. Che, azzardiamo, non porterà a nulla di buono.

Non ci interessa invadere gli altri, ci interessa che gli altri non invadano noi. Per anni hanno utilizzato il tipo di propaganda mediatica ora in scena per la situazione iraniana, così da mandare i nostri soldati in Iraq e Afghanistan, mentre gli iracheni e gli afghani venivano qui. E’ il contrario di quello che vogliamo.




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