Ucciso a 13 anni Osama bin Laden jr, nipote



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Con un comunicato via web al Qaeda ha annunciato la morte di Osama, figlio di Hamza bin Laden e nipote del fondatore del movimento. Aveva appena 13 anni e sarebbe stato ucciso al confine tra Pakistan e Afghanistan in circostanze che devono essere rivelate. Non è chiaro se vittima di un raid o di qualche azione armata. La regione è spesso teatro di incursioni da parte dell’aviazione statunitense e dei droni gestiti dalla Cia.

Osama era nato dall’unione del padre con la figlia di Abu Mohammed al Masri, uno dei grandi dirigenti jihadisti, ritenuto l’ispiratore degli attentati contro le ambasciate statunitensi in Africa, nell’estate del 1998. Un matrimonio che ha sancito non solo il legame tra due famiglie importanti, ma anche sottolineato un patto politico. Di quell’evento esiste un video diffuso di recente dalla Cia che lo avrebbe recuperato nella palazzina di Abbottabad, in Pakistan, l’ultimo rifugio del capo.

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Hamza oggi è considerato da alcuni il vero erede del messaggio di Osama e negli ultimi mesi ha moltiplicato gli interventi propagandistici. Per alcuni esperti statunitensi potrebbe cercare di trovare un’intesa con lo Stato Islamico e riavvicinare così le due componenti estreme, ora separate da una profonda rivalità. Altri, invece, ritengono che non abbia né la forza e né le capacità per rivestire questo ruolo. In altre parole non basta chiamarsi Bin Laden per indossare il mantello di guida. Inoltre, al momento, non vi sarebbero le condizioni. Anche perché nei ranghi della stessa al Qaeda non c’è poi tutta questa compattezza come hanno dimostrati duri contrasti nati con la componente siriana.



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